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Customer Satisfaction

Finite le vacanze post-natalizie, mi accingo a ritornare in Germania.

Arrivo puntuale al check-in e arriva la doccia gelata: il mio biglietto non risulta.
Purtroppo non ho il biglietto e nemmeno il codice, perchè da almeno 5 anni ho viaggiato solo presentando la carta di identità.
Mea culpa!
Dopo un attimo di panico, vado in biglietteria e chiedo di verificare.
Con il solito spirito di customer satisfaction e competenza che contraddistingue il personale dell’aeroporto di Catania, mi fanno aspettare 10 interminabili minuti per darmi alla fine il numero della hotline.
Chiamo la hotline e anche li non risulta la mia prenotazione.

A questo punto mi serve una connessione ad internet per trovare il mio biglietto tra le email (ho una cartella apposita nella mailbox).
Ritorno in biglietteria e la signorina di cui sopra mi dice, fresca come un quarto di pollo, che non ha una connessione ad internet.
Chiedo dove posso connettermi, anche pagando, ma dice di non sapere.
A questo punto mi tocca girare tutti i negozi dell’aeroporto e setacciare metro per metro: non esiste un solo posto dove potersi connettere ad internet nel nuovo aeroporto di Catania (la porta del Mediterraneo!)
Mi arrendo e ritorno in biglietteria: devo partire e poi si vedrà per il rimborso.
Chiedo un biglietto Catania-Stoccarda.

La signorina digita alla tastiera ma non riesce ad entrare nella schermata per ordinare e annaspa.

Si dice che un attimo prima di morire, ciascuno di noi rivede tutta la propria vita come in un film.
Io rivedo le ultime tornate elettorali, i comizi, gli applausi, le strette di mani, i politici corrotti e inetti che hanno comprato il consenso elettorale promettendo e concedendo posti di lavoro in tutti i carrozzoni parastatali.
E il frutto di questo sistema è una ragazza incompetente che lavora in biglietteria e non sa ordinare un biglietto.
Chiama un collega che le da il codice giusto per attivare la schermata di ordering.
Arriviamo al dunque: fanno 350 Euro.
Le porgo la carta di credito e la carta di identità.
“Ma Blochin è il nome o il cognome?”
Reprimo l’istinto omicida e le dico che nella carta di identità c’è scritto “Cognome…Cuius” e “Nome…Blochin”.
Digita lentamente con un dito e finalmente pregusto la possibilità di godermi un volo low cost al prezzo di un Frankfurt-New York con la Singapore Airlines.
Arriva l’ultima coltellata, quella definitiva: il sistema è bloccato ed è troppo tardi per emettere il biglietto.
Non si parte.
Reprimendo ulteriormente i miei istinti omicidi, dico a lei e al collega che all’apparenza sembra un po’ più competente, che in tutti i sistemi informatici esiste una possibilità di effettuare un override e forzare l’esecuzione di una procedura.

Il loro sguardo vuoto riattiva un altro film: nel mio delirio vedo i miei due interlocutori distesi su un lettino che alla parola “override” reagiscono con l’encefalogramma piatto.
È finita, stacchiamo la spina.

Mi rassegno ma gioco l’ultima carta: chiedo ad un passeggero di mettermi in contatto con il comandante dell’aereo.
Squilla il cellulare e riesco ad esporre la situazione al comandante.
Il comandante ci prova e telefona a tutte le autorità della SAC, assumendosi la responsabilità di farmi salire sull’aereo.
Ma la SAC resta della sua opinione e io rimango appiedato.

Morale della favola?
Fate voi!

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Landratsamt contro Motorizzazione

Cari Bloggers,

dopo 3 mesi di emigrazione è venuto il momento di farmi un regalo: una bella Twingo prima serie.

L’oggetto del mio desiderio è una macchina di seconda mano, con un inghippo: è stata “abgemeldet”, ossìa cancellata dal P.R.A, quindi priva di targhe e impossibilitata a circolare.

Senza targhe non è possibile fare un giro di prova e chiamo il Landratsamt per sapere come fare.

Al terzo squillo risponde una signora che saluta “Landratsamt-Zulassungstelle-Nome e Cognome-Gutentag”.

Saluto e illustro la situazione. La signora dice che devo procurarmi delle targhe temporanee (dette “Kurzzeitkennzeichen”) e relativa assicurazione.

Chiamo l’assicurazione e spiego che devo comprare un’auto di seconda mano e che mi serve la copertura temporanea.

Inserisce i miei dati e mi da un codice alfanumerico di 7 cifre.

Secondo loro, con questo codice posso andare al Landratsamt e ritirare le targhe.

Il non avere nulla di scritto, firmato e timbrato in mano non mi lascia tranquillo, ma mi fido.

Arrivo alle 8 in punto (l’uffico apre alle 7!), ritiro il biglietto e il display mi dice che c’è una persona davanti a me.

L’uno si trasforma in uno zero nel momento in cui ritiro il biglietto dalla macchinetta e mi avvio verso lo sportello.

“Buongiorno, mi servono i “Kurzzeitkennzeichen”

“Passaporto e codice”

“Prego…il codice è xxxxxxx”

Inserisce il codice nel terminale e compaiono i miei dati. Confronta con il mio passaporto e pronuncia una delle mie frasi preferite della lingua teutonica: “Alles Klar” (“tutto a posto”)

Mi da una scheda tipo bancomat e mi spiega che devo pagare € 10.50 alla cassa automatica; con la ricevuta andare al negozio delle targhe e poi tornare da lei.

Inserisco la scheda, pago con il bancomat ed esce una ricevuta con il mio nome e il numero della targa.

Esco dal Landratsamt e mi trovo davanti 4 negozi specializzati nella produzione di targhe.

Uno scrive “targhe a 16 Euro”, dall’altra parte della strada “targhe a 8 Euro”.

Presumo che l’altro negozio intenda dire “8 Euro una, 16 davanti e dietro”, ma rischio e attraverso la strada.

Le do la ricevuta, compone le lettere e dopo 2 minuti ecco le mie targhe: 8 Euro la coppia!

Torno al Landratsamt, vado allo sportello per i ritiri e davanti a me c’è un impiegato della Volkswagen che deve vidimare 8 targhe.

Dopo pochi minuti arriva il mio turno, le do le targhe, mette il sigillo, mi fa firmare un modulo e mi saluta, augurandomi una buona giornata.

Controllo l’orologio e sono le 8:23.

Bedda Germania!

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Per fare un confronto:

Orari di apertura Catania: LUN / MER / VEN dalle ore 8.30 alle ore 11.40

Orari di apertura Böblingen: da Lunedì al Sabato ; Lun-Mer dalle 7:00 alle 13:00 ; Gio dalle 7:00 alle 18:00 ; Ven dalle 7:00 alle 12:00 ; Sabato dalle 8:00 alle 12:00

Per chiedere un’informazione telefonicamente: 095 7234983

Il telefono sta ancora squillando!

Si comincia!

Cari Grillini,

dopo aver superato le forche caudine della burocrazia pre-elettorale, inizia la fase operativa della campagna.

Ma prima di darci dentro sul serio, vorrei sottoporvi una delle mille assurdità di questa Italia, che ha colpito tutti i candidati, ma di cui nessuno si lamenta.

Il cittadino che vuole concorrere alle elezioni, deve presentare un certificato penale che attesti l’immacolatezza del candidato.

Una prima osservazione: e Dell’Utri, Ciarrapico & Co?

Ma andiamo oltre: per richiedere questo certificato, bisogna recarsi al tribunale, dove una gentile e cortese signora fornisce la dovuta assistenza.

Il certificato ha un prezzo: poco più di 3 Euro per la consegna “normale” (3 gg) e 14,62 Euro in più se si richiede la consegna immediata (il cosidetto diritto di urgenza).

Sottomettendomi a questa forma di estorsione legalizzata, ho pagato il balzello, andando per tabacchini per comprare la marca da bollo (altro simbolo della modernità italiana!).

Presentati tutti i documenti e le costose marche da bollo, la signora inserisce i miei dati e in 4 secondi esce la mia fedina penale, con la confortante scritta “NULLA”.

Conservato accuratamente il preziosissimo documento, ho chiesto del perchè del balzello: visto che la procedura è informatizzata, il lavoro è uguale.

La risposta?

“No gentile signore, se non paga il diritto di urgenza, il documento può uscire immediatamente, ma lei lo può ritirare dopo 3 giorni”

“Signora, ma a lei cosa costa darmi un foglio che comunque è già uscito dalla stampante e che per 3 giorni occuperà inutilmente la sua scrivania?”

“È la procedura!”

Ecco perchè l’Italia va avanti!