Lettera aperta all’Onorevole Bersani

Caro Onorevole Bersani,

mi rivolgo direttamente a Lei per chiedere dei lumi sulla famosa legge che porta il Suo nome, visto che nessuno può dare un’interpretazione più corretta di una legge di chi l’ha concepita e scritta.

Vengo al dunque: ho sottoscritto un abbonamento con la Tre che prevede un pacchetto dati mensile: non mi è stato fornito alcun tipo di hardware in comodato d’uso, ma solo la scheda SIM, al prezzo di 17 € al mese.

Dopo un anno, ho chiesto di interrompere il contratto (durata prevista 24 mesi), ma la Tre mi ha detto che in caso di interruzione anticipata del contratto, dovrei pagare una penale di 300 €.

Da quanto mi risulta, il Suo decreto prevede che siano esigibili dal fornitore solo delle somme giustificate dal tipo di servizio usufruito (nel mio caso solo la connessione) e dalle spese giustificate dai costi dell’operatore.

Visto che non ho preso un modem in comodato d’uso, non riesco a comprendere quali possano essere questi costi.

Infatti, vivendo in Germania, ho avuto la stessa esperienza, ma con un esito differente.

Ho disdetto il contratto che prevedeva anche quì solo la fornitura della connessione, senza modem in comodato.

  1. La disdetta è stata fatta via email, tramite autenticazione sul portale del fornitore e non con raccomandata con ricevuta di ritorno e fotocopia del documento come in Italia.
  2. La disdetta è stata convalidata in forma scritta dal fornitore che ha staccato la connessione al mese successivo
  3. Alla restituzione della SIM da parte mia, ho ricevuto la mensilità di cauzione dopo una settimana. Non mi è stato addebitato alcun costo.

La domanda finale è: a cosa serve la legge Bersani e in che modo questa aiuta il consumatore? Nel mio caso, sono fesso io che non so far valere un eventuale diritto o la Tre agisce nel rispetto della Legge?

Speranzoso di ricevere un Suo segno, La saluto cordialmente!

BC

Annunci

Rotatorie

Cari Bloggers,

chi mi segue dalla prima ora ricorderà il post riguardante la Catania-Gela, dove denunciai la evidente esecuzione dei lavori secondo la nobile arte del “futti futi chi Diu perdona a tutti”.

Sono passati gli anni e si sta provvedendo a mettere in sicurezza la nostra Falluja-Baghdad, ma anche stavolta di fare il lavoro a regola d’arte non se ne parla proprio.

Ammirando l’esecuzione dei lavori presso le rotatorie ancora da ultimare, ho notato l’esiguo strato di asfalto nonchè il massicciato piuttosto carente (pietrisco pressato). Quello che era un vago sospetto, si è trasformato in una tenue certezza quando ho confrontato il modus operandi presso un cantiere in quel di Sindelfingen.

Come unità di misura ho utilizzato una tessera sanitaria dall’altezza di 12 cm.

Come potete vedere, lo strato di breccia grossa equivale a circa 3-4 volte l’altezza della tessera. Stessa cosa dicasi per lo strato di asfalto.

In totale abbiamo quasi un metro di materiale, disposto su un terreno già livellato e compresso a regola d’arte.

Pur non essendo ingegneri, possiamo dedurre che sia per la quantità che per la qualità e il mix dei materiali, questa rotatoria resisterà in secula seculorum, necessitando di qualche ritocco nel corso degli anni.

Possiamo affermare la stessa cosa sulle rotatorie della Catania-Gela?

Anche io un infame!

bc41

Cari Bloggers,

come sapete, la candidatura al Parlamento Europeo di Sonia Alfano, nella lista dell’Italia dei Valori, è stata accolta con entusiasmo dagli amici degli amici, che hanno dato il benvenuto a modo loro, scrivendo “Sonia Alfano infame” su un muro in via Calatafimi a Palermo.

Se anche voi vi sentite infami come Sonia Alfano, potete partecipare alla campagna graffitara.

Potete scegliere il muro 1, 2 o 3, scrivere “nome cognome infame”, inserire il PIN (il codice alfanumerico posizionato alla destra di “Bitte”) nell’apposito campo e cliccare su “Bild erstellen”.

Se il codice non dovesse essere riconosciuto, riprovate aggiornando la pagina.

Buona campagna a tutti!

C’è crisi!

La crisi economica spinge le imprese ad inventare delle campagne pubblicitarie e di public relations sempre più raffinate.

Una campagna molto simpatica è stata avviata dalla FedEx Office, una multiservizi americana simile alla MailBoxes Etc.:

chiunque può stampare gratis 25 copie del proprio curriculum per la ricerca di un lavoro.

Una maniera semplice per aiutare i disoccupati e far parlare bene di se!

Il mio testamento biologico

La vicenda di Eluana Englaro ha riportato alla ribalta l’argomento “testamento biologico”.

Visto che questa tragedia familiare, intima e privata è stata sputtanata e strumentalizzata per bassi fini di propaganda, è prevedibile che il discorso verrà relegato in un cassetto in attesa di tempi migliori.

Tempi migliori che non arriveranno mai fino a quando l’Italia sarà genuflessa alle gerarchie vaticane, ma visto che la speranza è l’ultima a morire, vorrei fissare su questa pagina il mio testamento biologico.

1) Se dovessi morire per cause accidentali, vi autorizzo all’espianto e alla donazione di tutti i miei organi. Il mio corpo dovrà essere cremato e le mie ceneri cosparse sul corpo di Nicole Kidman. Se Nicole non dovesse essere disponibile, spargetele sullo Stretto di Messina.

2) Se per disgrazia dovessi cadere in uno stato di coma irreversibile o vegetativo e non dovessero esserci mezzi tecnici per curarmi, desidero esplicitamente che venga interrotta l’alimentazione forzata/artificiale e qualsiasi supporto alla respirazione.

Tra i mezzi tecnici non sono inclusi miracoli, magie e superstizioni varie.

Questa disposizione, ancorchè non conforme alla normativa vigente, riflette la mia piena volontà.

Adesso corna e grattatina di zebedei 😉

Criminali-Vittime 2-0 e palla al centro!

Ricordate la storia di quei signori tedeschi, venuti a farmi visita durante una loro traversata del Mediterraneo e prontamente scippati lo stesso giorno del loro arrivo a Catania?

All’epoca le vittime sporsero denuncia presso la questura e rientrarono in Germania dopo aver completato la traversata.

Arrivati in Germania, hanno chiesto il risarcimento all’assicurazione ma qui hanno scoperto che la denuncia era stata fatta per furto e smarrimento e non per rapina o scippo o furto con strappo o qualsiasi definizione che metta in evidenza il fattore “violenza”.

Sia loro che l’assicurazione hanno chiesto un’integrazione alla questura di Catania, via fax e via lettera.

Ma la questura non si è mai degnata di rispondere.


Sfrutto la vacanza natalizia per fare visita al comando della polizia e chiedere dei chiarimenti (con tutti i documenti alla mano).

Arrivo alle 11:30 e tutto il personale amministrativo non c’era.

L’agente di guardia mi invita ad aspettare e dopo una mezz’oretta, arriva tutto lo staff.

Evidentemente erano stati impegnati in una missione urgente presso il vicino bar Scardaci.


Finalmente riesco a parlare con un funzionario e la prima risposta mi fa capire che non ho speranze di avere un esito positivo: un agente della questura, uomo di legge, afferma convinto che il furto e la rapina sono giuridicamente equivalenti.

Respiro profondamente e faccio un esempio per far capire al mio interlocutore la differenza tra furto semplice e scippo.

Scendo ad un livello di semplificazione per cui mi avrebbe capito mia nonna (seconda elementare) e in effetti tutti i presenti, nonchè altri agenti concordano con la mia spiegazione.


A questo punto l’agente ha un colpo di genio: prende una penna e nel titolo della denuncia taglia furto e dice “qui aggiungiamo – con strappo -.

Gli faccio notare che quella era una copia e che comunque non puoi presentare ad una assicurazione un documento con delle correzioni posticce.

Serviva solo un rigo con la scritta “il caso denunciato dalla Signora X in data Y si riferisce ad uno scippo. Timbro e firma”

Dopo una buona ora di discussioni, non c’é stato verso di avere questa riga di testo.


Morale della favola: il turista viene in Sicilia, porta ricchezza e lavoro (di cui abbiamo disperato bisogno) e in cambio si trova rapinato con violenza.

In più la polizia compila la denuncia in maniera incompleta e sbrigativa, impedendo alla vittima di avere un giusto risarcimento.

Cornuti e mazziati.

Quindi se vi capita di leggere che a Catania i reati violenti sono diminuiti, contro ogni evidenza empirica, adesso avete una spiegazione.


Questo è quanto sul tema “sviluppo del turismo in Sicilia e lotta alla criminalità”

Customer Satisfaction

Finite le vacanze post-natalizie, mi accingo a ritornare in Germania.

Arrivo puntuale al check-in e arriva la doccia gelata: il mio biglietto non risulta.
Purtroppo non ho il biglietto e nemmeno il codice, perchè da almeno 5 anni ho viaggiato solo presentando la carta di identità.
Mea culpa!
Dopo un attimo di panico, vado in biglietteria e chiedo di verificare.
Con il solito spirito di customer satisfaction e competenza che contraddistingue il personale dell’aeroporto di Catania, mi fanno aspettare 10 interminabili minuti per darmi alla fine il numero della hotline.
Chiamo la hotline e anche li non risulta la mia prenotazione.

A questo punto mi serve una connessione ad internet per trovare il mio biglietto tra le email (ho una cartella apposita nella mailbox).
Ritorno in biglietteria e la signorina di cui sopra mi dice, fresca come un quarto di pollo, che non ha una connessione ad internet.
Chiedo dove posso connettermi, anche pagando, ma dice di non sapere.
A questo punto mi tocca girare tutti i negozi dell’aeroporto e setacciare metro per metro: non esiste un solo posto dove potersi connettere ad internet nel nuovo aeroporto di Catania (la porta del Mediterraneo!)
Mi arrendo e ritorno in biglietteria: devo partire e poi si vedrà per il rimborso.
Chiedo un biglietto Catania-Stoccarda.

La signorina digita alla tastiera ma non riesce ad entrare nella schermata per ordinare e annaspa.

Si dice che un attimo prima di morire, ciascuno di noi rivede tutta la propria vita come in un film.
Io rivedo le ultime tornate elettorali, i comizi, gli applausi, le strette di mani, i politici corrotti e inetti che hanno comprato il consenso elettorale promettendo e concedendo posti di lavoro in tutti i carrozzoni parastatali.
E il frutto di questo sistema è una ragazza incompetente che lavora in biglietteria e non sa ordinare un biglietto.
Chiama un collega che le da il codice giusto per attivare la schermata di ordering.
Arriviamo al dunque: fanno 350 Euro.
Le porgo la carta di credito e la carta di identità.
“Ma Blochin è il nome o il cognome?”
Reprimo l’istinto omicida e le dico che nella carta di identità c’è scritto “Cognome…Cuius” e “Nome…Blochin”.
Digita lentamente con un dito e finalmente pregusto la possibilità di godermi un volo low cost al prezzo di un Frankfurt-New York con la Singapore Airlines.
Arriva l’ultima coltellata, quella definitiva: il sistema è bloccato ed è troppo tardi per emettere il biglietto.
Non si parte.
Reprimendo ulteriormente i miei istinti omicidi, dico a lei e al collega che all’apparenza sembra un po’ più competente, che in tutti i sistemi informatici esiste una possibilità di effettuare un override e forzare l’esecuzione di una procedura.

Il loro sguardo vuoto riattiva un altro film: nel mio delirio vedo i miei due interlocutori distesi su un lettino che alla parola “override” reagiscono con l’encefalogramma piatto.
È finita, stacchiamo la spina.

Mi rassegno ma gioco l’ultima carta: chiedo ad un passeggero di mettermi in contatto con il comandante dell’aereo.
Squilla il cellulare e riesco ad esporre la situazione al comandante.
Il comandante ci prova e telefona a tutte le autorità della SAC, assumendosi la responsabilità di farmi salire sull’aereo.
Ma la SAC resta della sua opinione e io rimango appiedato.

Morale della favola?
Fate voi!