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Verso il disastro con allegria

Gli economisti guardano con preoccupazione al debito pubblico italiano, ma possiamo consolarci con la consapevolezza che c’è qualcuno che se la passa peggio di noi.

Per esempio lo Zimbabwe, che vanta un tasso di inflazione del 231.000.000% (non è un errore: sono 231 milioni!).

Tanto è vero che nella confinante repubblica del Sud Africa un lettore di Freakonomics ha fotografato questo cartello:

Non buttare dollari zimbabwesi nel gabinetto

Non buttare dollari zimbabwesi nel gabinetto

Il gestore del locale invita a utilizzare solo carta igienica: niente carta, cartone, stoffa, giornali o dollari Zimbabwesi.

A conti fatti ha ragione, perchè uno strappo di carta igienica vale 4 millesimi di dollaro, che equivalgono quasi a 4000 dollari zimbabwesi. Quindi utilizzando banconote da 1000 dollari Zimbabwesi, si risparmia parecchio!

Chissà come sarebbe finita la Lira senza l’Euro…

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Il crollo delle borse ha decimato non solo la ricchezza attuale, ma messo a repentaglio il futuro dei fondi pensione.

Negli USA, dove da sempre esiste la previdenza integrativa, è stato visto questo cartello:

Il tuo fondo pensione per una zuppa

Il tuo fondo pensione per una zuppa calda

L’offerta è appetitosa: “riscatta il tuo fondo pensione per una zuppa calda. Offerta limitata”

Boicottiamo il Corriere della Sera

Cari Bloggers,

la libertà di informazione in Italia è da anni in coma profondo e non passa settimana dove non ci sia un evento, un atto, una proposta di legge, una minaccia, una querela, un trasferimento ad altra sede che pezzo per pezzo, cancella il nostro diritto di sapere.

L’ultimo episodio di questa vergognosa spirale al ribasso è l’esonero del giornalista Carlo Vulpio da parte del Corriere della Sera.

Carlo Vulpio è il giornalista che ha seguito le vicende giudiziarie riguardanti la procura di Catanzaro (meglio noto come “caso De Magistris”), raccontando con dovizia di nomi e particolari una delle innumerevoli storie del malaffare italiano, dove si mescolano e si confondono politica, criminalità organizzata, magistratura corrotta e massoneria.

Purtroppo l’affare è troppo grosso e i nomi dei personaggi coinvolti troppo importanti; piuttosto che fare chiarezza e pulizia, si caccia il magistrato che indaga (De Magistris) e si cerca in ogni modo di depistare le indagini.

Ma questo non basta ed è necessario tappare la bocca anche  a chi racconta il fattaccio.

Ai tempi antichi, la mafia uccideva e lasciava delle pietre nella bocca del cadavere di chi aveva parlato troppo.

Adesso basta la telefonata del direttore che ti esonera dall’incarico, nonostante dei risultati eccellenti, senza giustificazione e senza motivo.

E quando un direttore ti licenzia senza motivo, un motivo c’è.

Pertanto vi invito a leggere e linkare il sito di Carlo Vulpio e boicottare il Corriere della Sera fino a quando il direttore Carlo Mieli non ritorni sui suoi passi.

La prossima bolla: il litio

Premesso che:

  1. non sono un esperto
  2. ognuno investe i propri soldi secondo scienza e coscienza
  3. ognuno dovrebbe investire solo i soldi che non gli servono
  4. il presente post non è un invito ad investire ma solo una riflessione personale

Oggi voglio esercitarmi nella previsione di uno scenario economico-scientifico-finanziario che dovrebbe avvenire entro il 2010.

La storia della Borsa ci insegna che l’andamento degli indici è periodicamente caratterizzato da fasi di euforia e di depressione.

Le fasi di euforia sono dovute alla fede cieca nella moda del momento, che nella fase finale viene alimentata esclusivamente dal parco buoi.

Quando la bolla esplode, è sempre il parco buoi a subire le conseguenze più pesanti, ma passata la tempesta, altro giro altra corsa.

Adesso ci troviamo nella fase del disastro dove si vedono solo macerie, distruzione e morte.

Ancora il mercato non è stato depurato da tutte le scorie radioattive (vedi il comparto auto U.S.A e il settore delle carte di credito), ma adesso è il momento di prepararci per il prossimo giro, cercando di prevedere quello che sarà il prossimo cavallo di battaglia.

Una cosa è certa: il settore automobilistico è alle corde e in un momento storico dove i mercati occidentali sono saturi, l’unico cambiamento che può dare una scossa al mercato dell’auto è il passaggio dal motore a scoppio a quello elettrico, passando dalla fase intermedia dell’ibrido.

Quasi tutte le case automobilistiche hanno nel cassetto dei modelli ibridi che entreranno sul mercato nel 2009/2010.

Ogni casa automobilistica ha delle partnership pluriennali con le aziende produttrici di batterie e anche se ancora non ci è dato sapere quale azienda prevarrà sulle altre, una cosa è certa: almeno per i prossimi 5 anni, le batterie utilizzate nel settore automobilistico saranno basate sul litio.

Questo metallo alcalino è alla base di tutte le batterie ricaricabili moderne: cellulari computer portatili, macchine fotografiche, Ipod, etc.

Attualmente il rapporto tra domanda e offerta è equilibrato, ma già ci sono i primi segni premonitori che qualcosa sta cambiando: la SQM (Sociedad Quimica Minera de Chile), che da sola produce un terzo del litio a livello mondiale, ha di recente aumentato il prezzo del 25%.

Cosa succederà nel momento in cui entreranno in commercio le automobili che necessitano di batterie al litio?

Mentre una batteria di un cellulare pesa pochi grammi e quella di un laptop qualche centinaio di grammi, la batteria al litio di un ibrido leggero come la prossima Mercedes S 400 Blue Hybrid peserà 10 Kg.

Nella Smart elettrica siamo a 130 Kg.

E il battery pack della prossima GM Volt (ammesso che la GM sopravviva), ben 180 Kg.

Queste cifre lasciano presagire che nel momento in cui inizierà “l’elettrificazione” dell’automobile, ci sarà un aumento esponenziale della richiesta di batterie al litio e di conseguenza, del litio stesso.

E come ogni moda che si rispetti, tutti i media parleranno della scarsità di questo minerale, dei profitti stratosferici che i produttori incassano e di fortune fatte da chi ha investito in questo settore.

A questo punto, la trappola per il parco buoi sarà pronta e non ci resterà attendere che anche l’ennesima bolla scoppi.

Per riconoscere con buona approssimazione il momento in cui vendere, chiedere al vostro barista, barbiere o fruttivendolo di fiducia.

Ascoltate il loro consiglio e fate esattamente l’opposto!

Multa

Cari Bloggers,

una delle qualità leggendarie della Germania è il rispetto del codice della strada.

Al rosso ci si ferma, la pista ciclabile è per i ciclisti, le strisce pedonali sono sacre e si parcheggia solo nelle aree appositamente destinate allo scopo.

Purtroppo non ho rispettato l’ultimo punto e ho beccato una multa di 25 Euro.

Ma anche nella multa c’è un aspetto antropologico da analizzare: sul pizzino è spiegato con dettaglio cosa ho fatto, come, dove, a che ora e in che posizione erano le mie ruote, annotata tramite il rilevamento dell’angolo delle valvole dei pneumatici.

Questo serve a dimostrare l’infrazione nei casi di divieto di sosta o di parcheggio oltre l’orario consentito, dove la rilevazione viene fatta 2 volte nell’arco di 5 minuti.

Metti che qualcuno esce, fa il giro e riparcheggia nello stesso e identico punto (e quindi il tempo utile riparte da zero)…

La parte più bella è la nota riguardante l’eventuale ricorso: “Caro automobilista, se non sei d’accordo con questa multa, puoi visitarci nei nostri uffici dalle 8:30 alle 18:00, oppure inviarci una email a verkehrsueberwachung@stuttgart.de. Le sarà inviato un questionario dove potrà chiarire dettagliatamente la Sua posizione sul fatto contestato”

Fare un ricorso via email, senza raccomandate, senza avvocato, senza fare file…

Nel mio caso, visto che ho torto, pago tramite online banking, augurando alla multatrice 25 € di medicine contro il mal di pancia.

Terzo Mondo?

Cari Bloggers,

molti di voi conosceranno il commercio equo e solidale.

Per commercio “equo e solidale” si intende una forma di commercio che garantisce ai produttori dei Paesi sottosviluppati un salario minimo e il rispetto delle norme sulla sicurezza.

Questo per evitare delle forme di sfruttamento e permettere una vita dignitosa a persone altrimenti vittime di voraci commercianti che pur di massimizzare i profitti, non si fanno scrupoli a lasciare intere popolazioni nell’indigenza.

A San Francisco, la catena di cosmetici naturali “Body Shop” ha pubblicato questo manifesto, dove la ditta si pregia di acquistare l’estratto di bergamotto tramite il canale del commercio equo e solidale.

Da quale Paese del Terzo Mondo proviene l’estratto di bergamotto?
Quale popolazione usufruisce della protezione del “Community Trade”?

Burundi? Burkina Faso? Ghana? Guatemala? Bangladesh?

Leggete bene il manifesto!

fourthworld

Foto di Nick Turner

Liotru in vendita

Cari Bloggers,

il dissesto finanziario di Catania angoscia tutti i catanesi, i creditori dell’ente, nonchè chiunque ami la città etnea.

Personalmente sono molto legato a Catania perchè vi ho frequentato l’università, ho conosciuto tante persone che stimo e voglio bene, e soffro nel vedere una città in rovina.

Ho pensato di lanciare una provocazione scherzosa ma amara: sulla falsariga di “Toto’Truffa ’62”, ho messo all’asta il Liotru su Ebay.

L’asta ha avuto un enorme successo ed è arrivata a oltre 60.000 Euro in poche ore. (in basso uno screenshot dell’ultima offerta)

Sono stato contattato da diversi giornalisti che si sono complimentati dell’idea; evidentemente lo scherzo non è piaciuto a tutti e un giornalista mi ha comunicato che la polizia postale sta indagando.

Sono quasi onorato di tanta attenzione e visto che non ho nulla da nascondere, ho telefonato alla polizia postale di Catania per “costituirmi”.

Non mi ha risposto nessuno.

Comunque se mi cercate, sono stato io.

Non sprecate tempo in indagini e rogatorie internazionali: mandate un’email e sarà mio piacere rispondere alle vostre domande.

Saluti dalla Germania,

Blochin Cuius

liotru-ultima-offerta1

P.S: ll testo integrale dell’asta

Causa dissesto finanziario, vendesi statua raffigurante un elefante, conosciuta come “U Liotru”.

Il basamento è formato da un piedistallo di marmo bianco situato al centro di una vasca, anch’essa in marmo, in cui cadono dei getti d’acqua che fuoriescono dal basamento. Sul basamento due sculture riproducono i due fiumi di Catania, il Simeto e l’Amenano. Al di sopra si trova la statua dell’elefante, rivolto con la proboscide verso la Cattedrale di Sant’Agata. Questa statua è di epoca romana ed è stata realizzata con più blocchi assemblati di pietra lavica. Ai lati dell’elefante cade una gualdrappa marmorea sulla quale sono incisi gli stemmi di Sant’Agata, patrona di Catania.

Sulla schiena del mammifero è stato collocato un obelisco egittizzante. Alto 3,61 metri, è stato realizzato in granito e ha una forma ottagonale. Vi sono incise delle figure decorative di stile egizio, ma non geroglifici. Sulla parte sommitale dell’obelisco sono stati montati un globo, circondato da una corona di foglie di palma e ulivo (alcune fonti riportano palma e gigli), più sopra una tavoletta metallica su cui vi è l’iscrizione dedicata a Sant’Agata MSSHDPL («Mente sana e sincera, per l’onore di Dio e per la liberazione della sua patria»), e infine una croce.

Questa splendida opera d’arte, realizzata da Vaccarini nell’ambito della ricostruzione della città etnea dopo il terremoto dell’11 gennaio 1693, sarà motivo di vanto e invidia per il vostro vicinato.
Che sia il Vostro giardino, cortile interno o salotto: il Liotru, con la sua eleganza senza tempo, potrà essere integrato in qualsiasi contesto architettonico.
Il vincitore dell’offerta, per un prezzo superiore ai 100.000.000 di Euro, verrà proclamato co-patrono della città di Catania e portato in trionfo durante i festeggiamenti di Sant’Agata.

La somma va versata alla tesoreria del Comune di Catania. Le coordinate bancarie verranno inviate al vincitore dell’asta entro 24 ore dalla conclusione della stessa.”

W gli Sposi!

Cari Nat&Tom,

avevo pensato di scrivere un post memorabile per farvi degli auguri che rimarranno in eterno sul web.

Ma poi ho pensato: “n’avumu vistu tanti curazzi e magarazzi”

Spero di poter sempre far parte della vostra vita, come voi della mia, e che il futuro vi riservi le più grandi soddisfazioni.

@Natascia: impara a cucinare e fare la fimmina di casa!

@Tommaso: te lo dico in privato 😉

AOK vs ASL

La Germania è per me una seconda patria. Ma per la Germania io sono un immigrato EU.
Come uno spagnolo, un greco, un francese o un maltese.

In quanto lavoratore dipendente, ho l’obbligo di avere un’assicurazione sanitaria.
La Germania offre due opzioni: assicurazione privata o pubblica.

Io scelgo quella pubblica e mi reco all’AOK (la nostra ASL) per registrarmi.

Ore 8:07.
Entro e alla mia destra c’è un salone con 6 postazioni numerate e 6 dipendenti.

La prima impiegata che incrocia il mio sguardo mi invita alla sua scrivania.
Mi siedo.

Lei: Bitteschön!
Io: Dal primo Agosto lavoro come dipendente presso xxx e vorrei registrarmi all’AOK.
Lei: Come si chiama?
Io: Blochin Cuius. B L O C H I N C U I U S.
Lei: Nato?
Io: xx.xx.1975
Lei: Attenda un attimo (si alza e va verso un altro terminale. Digita i miei dati. Stampa un foglio. Torna. Mi da il foglio). Questo è il suo numero di assicurazione e questa è la scheda provvisoria (stampata sul foglio e coi bordi ritagliati, così la posso staccare facilmente). Ha una foto? Serve per la scheda.
Io: (controllo nel portafoglio…) Ecco qui: versione 2004, va bene?
Lei: (guarda e sorride…) Perfekt! Metta una firma qui!
Io: (firmo e giro il foglio) Bitteschön!
Lei: La scheda definitiva le arriverà a casa entro 14 giorni.
Io: abbiamo finito?
Lei: Si. Grazie e arrivederci.
Io: U signuri tu renna!
Lei: wie bitte?
Io: le auguro una buona giornata!

Sono le 8:18

Quando riemigrerò verso l’Italia, vi racconterò della stessa procedura presso la ASL.

Ma se ne sapete di più, scrivete della vostra esperienza nella sezione commenti!

Hypermiling: l’arte del risparmiare carburante

Il nuovo trend americano si chiama “Hypermiling”: non si tratta di tamarrizzare le proprie auto in stile “Pimp my Ride”, ma abbassare al massimo il consumo di carburante.

Questa moda arriverà anche da noi?

Cari Bloggers,

storicamente gli USA sono stati il Paese delle automobili esagerate: cilindrate al di sotto dei 4 litri venivano considerate utilitarie e consumi di oltre 30 litri per 100 Km non spaventavano nessuno, poichè il prezzo della benzina è stato per anni inferiore a quello dell’acqua.

Ma i tempi sono cambiati e adesso anche gli americani risentono del caro-petrolio, che assieme al caro-mutuo, sta mettendo in ginocchio l’economia di molte famiglie.

Tutti questi fattori, uniti ad una riscoperta sensibilità ambientale, hanno dato origine ad un vero e proprio sport nazionale, con tanto di gare e competizioni: l’Hypermiling, dove vince chi consuma meno.

Il trucco: ottimizzare al massimo il veicolo e lo stile di guida. Seguendo delle semplici regole, si può risparmiare tranquillamente il 20%, dall’oggi al domani.

  1. Controllare il proprio consumo: il metodo più preciso, se non si dispone di un computer di bordo, è fare il pieno, azzerare il contachilometri, consumare la benzina nel serbatoio e rifare il pieno. Dividete il numero dei km percorsi per i litri consumati e quello sarà il vostro consumo medio. Adesso la sfida è abbassare questo numero!
  2. Ottimizzare il veicolo: portate la pressione delle gomme al valore massimo consentito. Eliminate barre portapacchi e altri orpelli che potrebbero inficiare l’aerodinamica. Liberatevi da pesi inutili (servono davvero le catene da neve a giugno?). Utilizzate lubrificanti a bassa viscosità
  3. Cambiate stile di guida: la guida agressiva è la madre del consumo elevato. Evitate accelerazioni fulminanti e frenate repentine. Fluite dolcemente nel traffico e lasciate abbastanza spazio tra voi e chi vi precede. Evitate di frenare e usate al massimo il freno-motore. Se c’è il rosso o una curva, togliete il piede dall’acceleratore e rallentate dolcemente: alla fine dovreste frenare comunque! Saltate le marce se la strada e le condizioni di carico della vettura lo consentono: passate direttamente dalla 3a alla 5a. Se siete in discesa, non accelerate immediatamente in partenza, ma lasciate che la forza di gravità vi dia una “spinta”. Sfruttate la scia di chi vi precede, trovando un giusto equilibrio tra efficienza aerodinamica e distanza di sicurezza; i veicoli alti (camion, fuoristrada) sono degli ottimi “paravento”.
  4. Il consiglio dei campioni di Hypermiling: guidare come se guidaste una bicicletta.

E quale miglior sistema per imparare se non… guidare una bicicletta?

Riflessioni della Domenica: la scelta

Cari Bloggers,

di recente ho realizzato una vetrina per liste nozze

Dal punto di vista tecnologico e del design ho realizzato il minimo possibile, che però ha il vantaggio di poter essere gestito in piena autonomia dal cliente, senza conoscenze informatiche specifiche.

Il riscontro è stato superiore ad ogni aspettativa: i clienti residenti all’estero e fuori da Mirabella Imbaccari, possono visionare l’articolo e acquistarlo tramite telefonata e bonifico; sia per loro che per il negoziante, questa novità è stata una piccola rivoluzione.

Ma la portata della rivoluzione mi è stata chiara nel momento in cui ho ricevuto una telefonata da parte di una persona che non trovava l’url per visionare la lista nozze.

Questa persona, di cui non facciamo il nome, lavora qui

Per chi non conoscesse Mirabella Imbaccari, la distanza che separa i due negozi è di circa… 12 metri

Questo banalissimo episodio, racchiude in se il cambiamento di un paradigma e apre al consumatore un ventaglio di scelte e opzioni pressochè illimitato: io posso scegliere se alzarmi e fare 10 passi per acquistare un regalo o stare comodamente seduto e sbrigare la faccenda con qualche click.

Da un punto di vista pratico, tutti i clienti sono sullo stesso piano, che si trovino a 12 metri o 2000 Km di distanza.

Lo stesso discorso si può estendere a quasi tutti i beni e servizi e il nostro concorrente non è più il vicino di casa o il confinante, ma un qualsiasi imprenditore in qualsiasi parte del mondo.

In realtà questa “perla di saggezza” da altre parti è una verità assodata da tempo, ma quando l’innovazione arriva anche in uno sperduto paesino della Sicilia, ancora orfano della banda larga, vuol dire che è arrivato il tempo di svegliarsi!