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Munnezza è ricchezza

Napoli annega nella propria immondizia e non vede una via di uscita.

A Philadelphia, un’azienda paga i cittadini per avere i loro rifiuti

In passato abbiamo già parlato del ciclo dei rifiuti “single stream” che sta riscuotendo un enorme successo nei Paesi più avanzati, rendendo inutili e desueti discariche e inceneritori.

A Philadelphia questo concetto è stato portato alle estreme conseguenze da un’azienda privata che ha stretto un accordo con la municipalità.

Il concetto rivoluziona completamente il sistema di gestione e dello smaltimento dei rifiuti, introducendo una innovazione che sta facendo scuola: l’azienda paga i cittadini affinchè conferiscano i propri rifiuti riciclabili.

Il sistema è semplice: ogni famiglia riceve un bidone con un codice a barre di identificazione, dove vanno messi tutti i rifiuti riciclabili. Questo permette di aumentare la quota di riciclato perchè non esiste più il fastidio di dover separare i diversi materiali.

Ci penserà poi l’azienda a separare i materiali tramite un impianto automatizzato.

Periodicamente passa il camion della spazzatura che legge il codice a barre e pesa automaticamente il materiale conferito.

I dati vengono memorizzati e al raggiungimento di determinate soglie, vengono erogati dei buoni di acquisto spendibili in negozi convenzionati locali.

Adottando questo sistema, la quota del riciclato ha superato l’80% con un guadagno per tutti: i cittadini che non pagano più la tassa sui rifiuti e che guadagnano; il comune, che si libera del costo della gestione del ciclo dei rifiuti; i negozi locali convenzionati, che hanno un ritorno economico dai buoni-spesa; la ditta stessa che rivende il materiale riciclabile.

Anche Madre Natura ringrazia!

Intanto a Napoli, la camorra organizza combattimenti illegali tra topi di fogna.

Ancora sul metano per auto

Cari lettori,

ottime notizie giungono dalla Germania per chi spera nel metano per auto.

Come sapete, il mercato è frenato dal fatto che esistono pochi distributori. E ci sono pochi distributori perchè ci sono poche auto a metano.

Ma le cose stanno per cambiare perchè stanno per uscire diversi modelli predisposti per la doppia alimentazione:

1) Mercedes B 170: questo veicolo, molto apprezzato dai tassisti, avrà una potenza di 116 cv e un’autonomia di 300 km a metano, 1000 km combinato (benzina + metano)

2) Volkswagen Passat con il nuovo motore turbo 1.4 da 150 cv e 220 Nm di coppia

3) Audi A5 con un quattro cilindri da 163 CV

4) Opel, che presenterà entro quest’anno un motore 1.6 turbo da 150 cv e 210 Nm

Qusti prodotti segnano una svolta, perchè prima l’alimentazione a gas era una scelta basata solamente su ragioni economiche, come i vecchi diesel.

Introducendo automobili dalle alte prestazioni, si potrà colpire quella fascia di consumatori che cerca ancora delle emozioni nella guida.

E che non vuole perdere il buon umore al momento di fare il pieno!

Taxi Particular

Il bisogno aguzza l’ingegno

Il car sharing in salsa cubana

La lotta contro la congestione delle strade è una delle battaglie principali della nostra epoca.

Specialmente nelle grandi città, si cercano dei metodi che diano un sollievo immediato (come la “congestion charge” o “ecopass”), ma il succo del problema rimane: troppe automobili.

Purtroppo le infrastrutture presenti non ci consentono di rinunciare al mezzo privato, e tutte le alternative finora adottate presentano dei costi enormi in termini economici e organizzativi.

Perchè non importare il modello cubano di taxi particular?

Questa forma di trasporto è una via di mezzo tra l’autobus e il taxi.

Questi tassisti utilizzano il proprio mezzo e pagano una tassa mensile per la licenza, che consente loro di percorrere delle tratte fisse (come gli autobus) e guadagnare facendosi pagare il passaggio.

Il sistema è abbastanza efficiente e una volta capito il meccanismo, consente di muoversi velocemente ed economicamente (nel frattempo si fanno anche conoscenze interessanti).

In Italia si potrebbe creare un’alleanza strategica tra aspiranti imprenditori tassisti, publiche amministrazioni e costruttori di automobili.

Il comune potrebbe concedere un numero congruo di licenze per coprire le linee urbane e creare un biglietto ad hoc. I passeggeri acquistano il biglietto e lo consegnano all’autista, che periodicamente andrà a riscuotere, lasciando una percentuale fissa come tassa.

In Italia abbiamo un mezzo ideale per questo scopo: la Fiat Multipla alimentata a metano, che presenta il minor consumo/inquinamento pro passeggero.

Le amministrazioni potrebbero stringere un accordo con la Fiat per l’acquisto di una flotta adattata allo scopo (principalmente per ridurre al minimo il consumo nel traffico urbano) e ottenere un forte sconto sull’acquisto.

I tassisti “particular” potrebbero diventare dei mini-imprenditori con costi bassissimi (che nel Sud potrebbero essere coperti dai finanziamenti di SviluppoItalia come il prestito d’onore) e i cittadini potrebbero godere di un’alternativa che si pone tra il taxi e l’autobus, con costi bassi e che incentiverebbero a rinunciare al mezzo privato.

Ipotizzando un prezzo di 50 centesimi al passaggio e 300 passaggi al giorno, tolte le spese, rimarrebbe un decoroso reddito per l’imprenditore e un grande guadagno per la collettività.

La spesa alla spina

Cari Lettori,

in passato abbiamo proposto su questo sito, l’idea di vendere latte, alimenti e detersivi alla spina.

Qualcosa si sta muovendo anche in Italia!

Acqua nel serbatoio

L’ingegnere tedesco Günther Kramb mescola gasolio e acqua.

La sua auto consuma e inquina meno.

Ha scoperto la ricetta della felicità?

Il problema è noto a tutti i costruttori: la combustione dei motori diesel è per “costituzione” più sporca rispetto ai motori a benzina. La tecnologia, attraverso sistemi sempre più sofisticati di iniezione e l’adozione di di filtri antiparticolato allo scarico, cerca di ovviare al problema.

Ma il dilemma resta aperto per i mezzi più anziani, soprattutto per autobus e camion.

E quindi c’è chi punta ad una combustione più pulita ed efficiente, mescolando acqua e gasolio.

L’invenzione di Kramb, già brevettata, in realtà non ha nulla di rivoluzionario: già durante la seconda guerra mondiale, venivano adottati sistemi di iniezione dell’acqua nella camera di combustione per raffreddare il motore e renderlo più efficiente.

Il principio di funzionamento è abbastanza semplice: nell’emulsione acqua-gasolio, ogni particella di diesel contiene una minuscola goccia di acqua, che alla temperatura di 2000° esplode. Questa microesplosione provoca una nebulizzazione del gasolio che così brucia molto meglio.

Il risultato, testato da diversi istituti tedeschi, è una riduzione del 71% di particolato, 19% degli ossidi di azoto, 3% meno CO² e 4% meno consumo. E calcolando la percentuale di acqua, che a seconda della temperatura del motore può arrivare al 20%, il risparmio potenziale è considerevole.

Purtroppo questa invenzione non è stata adottata dalle case automobilistiche, perchè l’impianto di Kramb richiede una tanica supplementare per l’acqua e un’operazione in più per l’utente finale.

Ma  l’arzillo 76enne non si da per vinto e punta al mercato delle flotte degli autobus, che hanno un  impianto centrale per il rifornimento dei mezzi e che sono molto interessati a tali economie di gestione nonchè a mantenere a lungo la loro flotta, che spesso non è più in regola con le nuove norme antiinquinamento.

Con un asso nella manica: non esiste il problema della stabilità dell’emulsione, perchè questa viene creata sul momento, prima dell’iniezione nella camera di combustione, grazie ad una pompa rotante che miscela acqua e gasolio.

Altro approccio ha seguito la Total-Fina.

La casa petrolifera francese sta portando sul mercato un prodotto già pronto all’uso: Aquazole (Aqua+Gazole), una emulsione acqua-gasolio già testata in numerose flotte di autobus urbani in Francia e in Germania, con ottimi risultati. L’emulsione viene mantenuta stabile grazie a degli additivi che consentono una durata di tre mesi. Lo svantaggio è che se viene miscelato gasolio puro, la stabilità dell’emulsione viene compromessa.

Quindi per adesso, la sperimentazione funziona solo con aziende che hanno impianti di rifornimento centralizzato.

Ma l’ultima parola spetta al ministro delle finanze: ancora non è chiaro se la componente di acqua verrà tassata come carburante o meno.

A tutto gas

L’aumento del prezzo del petrolio e i continui record del prezzo dei carburanti, spingono in alto le vendite di auto a metano (+ 135% nel 2007).

Oramai quasi tutte le case produttrici offrono dei modelli bi-fuel (che possono funzionare sia a benzina che a metano), ma purtroppo lo sviluppo di questo tipo di propulsione è frenato dalla scarsa diffusione di distributori di metano.

I vantaggi del metano, rispetto a benzina e gasolio sono numerosi:

  • Minor costo: con il metano, a parità di Km percorsi, si risparmia quasi la metà
  • Meno emissioni: il metano è il combustibile fossile più pulito e non contiene benzene, piombo, composti di zolfo e idrocarburi policiclici aromatici. Inoltre le emissioni di CO2 si riducono del 25%. Ciò consente a tutte le automobili a metano a rispettare i più stringenti limiti anti-inquinamento e circolare anche nelle giornate di blocco del traffico.
  • Minore usura del motore, olio e candele, in quanto il metano non lascia residui carboniosi e il numero di ottani superiore rispetto alla benzina, garantisce una combustione più dolce ed elimina il “battito in testa”
  • La distribuzione del metano avviene tramite gasdotti, che evitano pericolosi e fastidiosi rifornimenti da parte delle autocisterne
  • Il metano è un gas che può essere prodotto tramite la fermentazione di rifiuti organici
  • Le riserve fossili dureranno molto di più del petrolio e quindi una transizione graduale verso fonti al 100% rinnovabili è garantito.
  • Recenti esperimenti hanno dimostrato che una miscela del 70% metano + 30% idrogeno (cosidetto idrometano) può essere utilizzata senza problemi dagli attuali motori, diminuendo ulteriormente l’inquinamento e aumentando la nostra indipendenza da fonti fossili. Per ulteriori informazioni leggere qui e qui

Per ovviare alla mancanza di distributori, i comuni potrebbero consorziarsi e creare una società per azioni con i cittadini (bastano 1000 quote da € 500)

Il costo di un distributore per metano si aggira intorno ai 500.000, ammortizzabile in 20 anni.

Anche le pubbliche amministrazioni e i professionisti potrebbero trarre un vantaggio diretto nel convertire le proprie flotte a metano (autoblu, vigili, carabinieri, taxi, commercianti, etc).

Energia dalle correnti del mare

Cari Elettori,

un altro settore dove la Sicilia può primeggiare è quello della produzione di energia sfruttando le correnti del mare.

Esistono diversi studi e proposte valide fatte da esperti siciliani, ma mentre qui ci si limita a fare conferenze, in Scozia, un  gruppo di imprese tra cui figura anche General Electric, sta già sperimentando con successo le turbine che raccolgono l’energia delle onde.

Il principio è abbastanza semplice: delle “salsiccie” galleggianti vengono ancorate in serie e sospese a pelo d’acqua; il moto ondoso che le attraversa attiva le turbine che generano elettricità.

L’azienda leader nel settore è la Pelamis che sta installando diverse centrali anche in Sud Europa (2.25 MW in Portogallo).

Qui si possono sfruttare i fondi europei, nonchè i famosi fondi CIP 6 che fino adesso sono stati carpiti da chi non ha prodotto energia da fonti rinnovabili, truffando la collettività.

Dal 92 fino ad oggi, oltre 50 miliardi di Euro (detti anche 100 mila miliardi delle vecchie Lire)