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La spesa alla spina

Cari Lettori,

in passato abbiamo proposto su questo sito, l’idea di vendere latte, alimenti e detersivi alla spina.

Qualcosa si sta muovendo anche in Italia!

Acqua nel serbatoio

L’ingegnere tedesco Günther Kramb mescola gasolio e acqua.

La sua auto consuma e inquina meno.

Ha scoperto la ricetta della felicità?

Il problema è noto a tutti i costruttori: la combustione dei motori diesel è per “costituzione” più sporca rispetto ai motori a benzina. La tecnologia, attraverso sistemi sempre più sofisticati di iniezione e l’adozione di di filtri antiparticolato allo scarico, cerca di ovviare al problema.

Ma il dilemma resta aperto per i mezzi più anziani, soprattutto per autobus e camion.

E quindi c’è chi punta ad una combustione più pulita ed efficiente, mescolando acqua e gasolio.

L’invenzione di Kramb, già brevettata, in realtà non ha nulla di rivoluzionario: già durante la seconda guerra mondiale, venivano adottati sistemi di iniezione dell’acqua nella camera di combustione per raffreddare il motore e renderlo più efficiente.

Il principio di funzionamento è abbastanza semplice: nell’emulsione acqua-gasolio, ogni particella di diesel contiene una minuscola goccia di acqua, che alla temperatura di 2000° esplode. Questa microesplosione provoca una nebulizzazione del gasolio che così brucia molto meglio.

Il risultato, testato da diversi istituti tedeschi, è una riduzione del 71% di particolato, 19% degli ossidi di azoto, 3% meno CO² e 4% meno consumo. E calcolando la percentuale di acqua, che a seconda della temperatura del motore può arrivare al 20%, il risparmio potenziale è considerevole.

Purtroppo questa invenzione non è stata adottata dalle case automobilistiche, perchè l’impianto di Kramb richiede una tanica supplementare per l’acqua e un’operazione in più per l’utente finale.

Ma  l’arzillo 76enne non si da per vinto e punta al mercato delle flotte degli autobus, che hanno un  impianto centrale per il rifornimento dei mezzi e che sono molto interessati a tali economie di gestione nonchè a mantenere a lungo la loro flotta, che spesso non è più in regola con le nuove norme antiinquinamento.

Con un asso nella manica: non esiste il problema della stabilità dell’emulsione, perchè questa viene creata sul momento, prima dell’iniezione nella camera di combustione, grazie ad una pompa rotante che miscela acqua e gasolio.

Altro approccio ha seguito la Total-Fina.

La casa petrolifera francese sta portando sul mercato un prodotto già pronto all’uso: Aquazole (Aqua+Gazole), una emulsione acqua-gasolio già testata in numerose flotte di autobus urbani in Francia e in Germania, con ottimi risultati. L’emulsione viene mantenuta stabile grazie a degli additivi che consentono una durata di tre mesi. Lo svantaggio è che se viene miscelato gasolio puro, la stabilità dell’emulsione viene compromessa.

Quindi per adesso, la sperimentazione funziona solo con aziende che hanno impianti di rifornimento centralizzato.

Ma l’ultima parola spetta al ministro delle finanze: ancora non è chiaro se la componente di acqua verrà tassata come carburante o meno.

A tutto gas

L’aumento del prezzo del petrolio e i continui record del prezzo dei carburanti, spingono in alto le vendite di auto a metano (+ 135% nel 2007).

Oramai quasi tutte le case produttrici offrono dei modelli bi-fuel (che possono funzionare sia a benzina che a metano), ma purtroppo lo sviluppo di questo tipo di propulsione è frenato dalla scarsa diffusione di distributori di metano.

I vantaggi del metano, rispetto a benzina e gasolio sono numerosi:

  • Minor costo: con il metano, a parità di Km percorsi, si risparmia quasi la metà
  • Meno emissioni: il metano è il combustibile fossile più pulito e non contiene benzene, piombo, composti di zolfo e idrocarburi policiclici aromatici. Inoltre le emissioni di CO2 si riducono del 25%. Ciò consente a tutte le automobili a metano a rispettare i più stringenti limiti anti-inquinamento e circolare anche nelle giornate di blocco del traffico.
  • Minore usura del motore, olio e candele, in quanto il metano non lascia residui carboniosi e il numero di ottani superiore rispetto alla benzina, garantisce una combustione più dolce ed elimina il “battito in testa”
  • La distribuzione del metano avviene tramite gasdotti, che evitano pericolosi e fastidiosi rifornimenti da parte delle autocisterne
  • Il metano è un gas che può essere prodotto tramite la fermentazione di rifiuti organici
  • Le riserve fossili dureranno molto di più del petrolio e quindi una transizione graduale verso fonti al 100% rinnovabili è garantito.
  • Recenti esperimenti hanno dimostrato che una miscela del 70% metano + 30% idrogeno (cosidetto idrometano) può essere utilizzata senza problemi dagli attuali motori, diminuendo ulteriormente l’inquinamento e aumentando la nostra indipendenza da fonti fossili. Per ulteriori informazioni leggere qui e qui

Per ovviare alla mancanza di distributori, i comuni potrebbero consorziarsi e creare una società per azioni con i cittadini (bastano 1000 quote da € 500)

Il costo di un distributore per metano si aggira intorno ai 500.000, ammortizzabile in 20 anni.

Anche le pubbliche amministrazioni e i professionisti potrebbero trarre un vantaggio diretto nel convertire le proprie flotte a metano (autoblu, vigili, carabinieri, taxi, commercianti, etc).

Energia dalle correnti del mare

Cari Elettori,

un altro settore dove la Sicilia può primeggiare è quello della produzione di energia sfruttando le correnti del mare.

Esistono diversi studi e proposte valide fatte da esperti siciliani, ma mentre qui ci si limita a fare conferenze, in Scozia, un  gruppo di imprese tra cui figura anche General Electric, sta già sperimentando con successo le turbine che raccolgono l’energia delle onde.

Il principio è abbastanza semplice: delle “salsiccie” galleggianti vengono ancorate in serie e sospese a pelo d’acqua; il moto ondoso che le attraversa attiva le turbine che generano elettricità.

L’azienda leader nel settore è la Pelamis che sta installando diverse centrali anche in Sud Europa (2.25 MW in Portogallo).

Qui si possono sfruttare i fondi europei, nonchè i famosi fondi CIP 6 che fino adesso sono stati carpiti da chi non ha prodotto energia da fonti rinnovabili, truffando la collettività.

Dal 92 fino ad oggi, oltre 50 miliardi di Euro (detti anche 100 mila miliardi delle vecchie Lire)

Energia geotermica

Cari Elettori,

Per coprire il fabbisogno energetico di base, è necessario individuare delle fonti che offrano una produzione costante e affidabile.

L’Islanda copre attualmente il 27% del proprio fabbisogno di energia elettrica tramite il geotermico, che oltre a non produrre gas inquinanti, ha un costo assolutamente competitivo (5 Eurocent/Kw per 7000 ore operative l’anno)

La Sicilia offre in tal senso un vastissimo potenziale finora inesplorato, in quanto abbiamo la fortuna di avere in casa il più grande e potente vulcano attivo d’Europa.

La Regione deve accordarsi con aziende del settore e dare la concessione per lo sfruttamento dell’energia geotermica in cambio di royalties eque, che potranno essere investite per lo sviluppo della nostra economia.

Curiosità: la prima centrale geotermica del mondo è stata costruita in Italia, a Larderello, Toscana, nel 1904.

Latte alla spina

Cari Elettori,

continuando sul tema della riduzione dei rifiuti, propongo che a livello regionale si incentivi la diffusione e la commercializzazione del latte alla spina.

Gli allevatori della Coldiretti hanno avviato la distribuzione del latte fresco e crudo tramite distributori automatici da dove si può acquistarlo tutti i giorni, in linea con tutte le normative igienico-sanitarie in materia.

La bottiglia di vetro viene riutilizzata, evitando imballaggi inutili e spesso dannosi (vedi il caso dei fissanti per l’inchiostro).

Il latte alla spina, oltre a far risparmiare sui rifiuti ed essere più buono, comporta una serie di vantaggi:

· Il latte fresco costa circa 30 centesimi in meno al litro. Un piccolo ma concreto aiuto alle famiglie.
· Il latte alla spina viene prodotto da allevatori locali. La microeconomia del posto ne approfitterà, creando nuove occasioni di sviluppo e occupazione e si contribuirà alla riduzione dei mezzi pesanti circolanti.

Per maggiori informazioni, date un’occhiata a questo sito

Notate la leggera differenza che c’è tra noi e il Nord-Italia…

Raccolta differenziata dei rifiuti e ciclo single stream

Cari Elettori,

Il problema della gestione dei rifiuti è una delle priorità da affrontare con decisione.

La proposta che va attualmente per la maggiore è quella dei termovalorizzatori, alla quale ci opponiamo con fermezza per motivi ecologici, economici e sanitari.

La nostra proposta è diversa e copia quello che avviene nei Paesi avanzati

Questa passa attraverso due fasi: la prima è quella di istituire la raccolta differenziata porta a porta, dove il cittadino paga in base alla quantità di rifiuti prodotti e viene premiato in base alla quota di raccolta differenziata.

Questo sistema può essere implementato immediatamente e con poca spesa, copiando le realtà virtuose presenti in Italia, come Mercato San Severino, che dimostra che anche nella vituperata Campania sommersa dai rifiuti, è possibile attuare una politica intelligente che sia vantaggiosa dal punto di vista economico e ambientale.

Nel medio-lungo termine ci si potrebbe muovere nella direzione intrapresa dai Paesi più avanzati, come Germania e Stati Uniti, ossìa la separazione automatizzata dei rifiuti tramite macchinari che, avvalendosi di sensori ottici e magnetici, separano i rifiuti, consentendo all’ente preposto, una entrata costante data dalla rivendita del materiale recuperato.

Questo sistema prevede, da parte del cittadino, una semplice separazione dei rifiuti domestici in 3 categorie: umido, carta e “tutto il resto”.

I vantaggi di questo sistema sono notevoli:

·    Riduzione della necessità di selezione e separazione da parte dei cittadini, incrementando la quantità di materiale recuperato.

·    Riduzione delle spese di ritiro dei rifiuti, in quanto non saranno più necessari tipi diversi di autocompattatori ma solamente 3: umido, carta, tutto il resto.

Il tasso di recupero di questo sistema può arrivare al 90% e la decentralizzazione degli impianti e il recupero delle materie prime, favorirà la nascita di tanti posti di lavoro nonchè un ritorno economico sicuro per gli enti preposti alla gestione dei rifiuti, che ad oggi sono solamente dei centri di spesa.

Per maggiori informazioni, date un’occhiata qui e qui

P.S: breve cronaca della serata di Beppe Grillo a Catania

Risparmio energetico sull’illuminazione pubblica e privata

Cari Elettori,

il risparmio energetico è un altro cavallo di battaglia degli amici di Beppe Grillo e anche qui vorrei proporre un provvedimento semplice ma di grande efficacia: la sostituzione progressiva di tutte le lampadine tradizionali e a vapori di sodio (usate per l’illuminazione stradale) con lampadine a risparmio energetico e LED.

L’Australia e la California sostituiranno tutte lampadine ad incandescenza con lampadine a risparmio energetico, rispettivamente entro il 2010 e 2012.

Anche Cuba ha avviato un programma simile ed è già a buon punto.

Ricordiamo che Cuba è un Paese del Terzo Mondo e noi (ancora) membri del G8!

La Regione dovrebbe coordinare le richieste di tutti gli enti e comuni e aggregare il potere di acquisto.
In questo modo, si potrebbe trattare a livello internazionale con i grandi produttori ed ottenere delle forti economie di scala.

Una attenzione particolare si dovrà rivolgere all’illuminazione stradale per passare rapidamente ai LED, che oltre a risparmiare il 50% rispetto alle attuali lampade a vapori di sodio, durano di più e migliorano la visibilità notturna e in caso di nebbia, da 4 a 10 volte (vedi http://www.gg-energy.com/).

Inoltre la durata media delle lampade a LED è di 15 anni, il che si traduce in ulteriori risparmio su sostituzione e manutenzione.

Per concludere, un’altra semplice aggiunta: attualmente, l’illuminazione pubblica è spesso regolata da timer o manualmente.
Questa rigidità porta a sprechi enormi, perchè spesso le luci vengono accese molto prima del necessario o spente dopo.

Perchè non utilizzare i sensori che misurano la luce (fotocellule)? Attualmente il loro costo è irrisorio (nell’ordine di pochi euro). Questo investimento si ripagherebbe in poche ore di spreco evitato (nelle grandi città, in pochi minuti!).

E se proprio vogliamo strafare, utilizziamo i dimmer per le ore notturne dove non è richiesta la massima potenza.
La soluzione è prodotta da una ditta italiana del gruppo Sorgenia (Dibawatt)

La accendiamo?

Limpido come l’acqua

 Il tema dei rifiuti sarà la colonna portante della nostra campagna elettorale.

Uno dei temi sui quali mi batterò sarà quello della riduzione dei rifiuti: prevenire è comunque meglio che curare.

In questa direzione ci sono tante piccole cose che si possono realizzare con pochi sforzi e una di queste è un piano per promuovere l’utilizzo di acqua dal rubinetto.

L’Italia è il primo consumatore pro capite di acqua minerale imbottigliata al mondo : ben 194 litri, per un giro d’affari di oltre 2 miliardi di Euro all’anno.
90 bottiglie pro capite che finiscono in discarica…

Al danno si aggiunge la beffa : i consumatori pensano che l’acqua in bottiglia sia più sicura e abbia delle proprietà magiche (fa digerire, rende più belli, leggeri, performanti).

In realtà, l’acqua del rubinetto ha spesso una composizione chimica migliore di quella minerale, viene controllata di più e i limiti di legge per le sostanze tossiche sono inferiori a quelli ammessi per la minerale. Per dirne una: l’arsenico non può superare la concentrazione di 10 microgrammi al litro. Per la minerale, tale limite sale a 50.

A ciò aggiungiamo la contaminazione delle bottiglie di plastica, esposte ai raggi solari e al calore.

Per la produzione delle bottiglie, solo in Italia si sono consumate 480 mila tonnellate di petrolio ed emessi 624 mila tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera.

Dulcis in fundo, pensiamo allo scempio ambientale che causano queste migliaia di camion che percorrono la penisola in lungo e in largo, soprattutto da Nord verso Sud.

La soluzione: incentivare l’installazione di fontane pubbliche dotate di filtri (sabbia, carboni attivi, osmosi inversa per eliminare il cloro e sostanze sgradevoli) e i cittadini potranno fare il pieno a costo zero (con un risparmio annuo pro capite di quasi 40 euro o 200 milioni di Euro per tutta la Sicilia), si eviteranno tonnellate di rifiuti che sarebbero finiti in discarica, con ulteriori oneri per i cittadini e per l’ambiente.

Il trend è iniziato da tempo in città come New York, Londra, tutto il Nord-Europa.

Ma noi siamo sempre in leggera controtendenza…

Per maggiori informazioni sul tema, leggete qui, qui , qui, qui e qui