Più fibra (ottica) per tutti!

Nel programma elettorale del M5S è già prevista la copertura completa dell’ADSL a livello di territorio nazionale, la statalizzazione della dorsale telefonica, con il suo riacquisto a prezzo di costo da Telecom Italia, e l’impegno da parte dello Stato di fornire gli stessi servizi a prezzi competitivi ad ogni operatore telefonico

Io ritengo che lo Stato debba considerare l’accesso alla banda larga un investimento strategico al pari delle grandi infrastrutture e fare un salto di qualità, passando dall’attuale sistema (misto fibra ottica – doppino di rame) ad un sistema di fibra ottica puro, cosidetto Fiber to the Home (FTTH), dove la fibra ottica arriva direttamente a casa o in azienda.

Già esistono dei progetti finanziati dalla Cassa Depositi e Prestiti per 500 milioni di Euro che dovrebbero portare la Fibra ottica in 30 città entromil 2017 (però fino fino all’area antistante agli edifici (Fibre to the Street, FTTS).

La tecnologia basata sul doppino di rame è stata introdotta in Italia negli anni 20 dalla SIP:

dopo quasi un secolo è arrivato il momento di passare ad uno stadio evolutivo superiore.

Se lo Stato diventasse proprietario della rete telefonica, potrebbe investire liberamente in questo salto di tecnologia e garantire la connettività per i prossimi decenni, potendo offire ai consumatori una rete che supporta fino ad un gigabit/sec di velocità (es. Google Fiber)

Per coprire le aree non coperte, si può accedere ai finanziamenti europei (vedasi http://ec.europa.eu/competition/consultations/2009_broadband_guidelines/guidelines_it.pdf)

Questo investimento verrebbe remunerato direttamente in quanto lo Stato o l’ente proprietario della rete telefonica affitterebbe la rete agli operatori a fronte di un canone.

Indirettamente perchè secondo studi autorevoli, un raddoppio della velocità di connessione a banda larga produce un aumento del PIL dello 0,3%.

Un ulteriore raddoppio della velocità incrementa il PIL dello 0,6%.

Un report di Ericsson e Arthur D. Little afferma che per ogni aumento del 10% nella penetrazione della banda larga, il PIL cresce dell’1%.

Un investimento su questa scala porterebbe ad un ulteriore diminuzione del costo dell’investimento, poichè avremmo un mega progetto che consente delle grosse economie di scala.

Inoltre si andrebbe a recuperare tutto il rame dei cavi che attualmente ha un valore inestimabile, testimoniato dai continui furti di cavi.

Avere la banda larghissima, consentirebbe finalmente lo sviluppo del telelavoro e della telepresenza.
Anche oggi è già possibile una teleconferenza con mezzi quali Skype, etc, ma una diffusione capillare della fibra ottica consentirebbe l’utilizzo di sistemi di telepresenza ad altissima risoluzione (come Halo).

Questo avrebbe ulteriori ricadute sull’economia: minori spostamenti per lavoro, meno traffico, meno emissioni di Co2, meno incidenti, più efficienza, meno malattie, etc.

Tutta una serie di benefici non quantificabili in questa sede, ma che sicuramente contribuirebbero ad una crescita sana dell’economia e del benessere generale.

Un investimento che rende dal primo giorno e per decenni a venire.

Infine, si potrebbe mandare in pensione il digitale terrestre e canalizzare tutto il traffico televisivo sulla fibra ottica, anche qui riscuotendo un giusto canone dalle reti televisive.

Le frequenze radio liberate potrebbero essere messe all’asta e vendute agli operatori di telefonia mobile, che potrebbero così ulteriormente migliorare i loro servizi (vedasi LTE).

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