AOK vs ASL

La Germania è per me una seconda patria. Ma per la Germania io sono un immigrato EU.
Come uno spagnolo, un greco, un francese o un maltese.

In quanto lavoratore dipendente, ho l’obbligo di avere un’assicurazione sanitaria.
La Germania offre due opzioni: assicurazione privata o pubblica.

Io scelgo quella pubblica e mi reco all’AOK (la nostra ASL) per registrarmi.

Ore 8:07.
Entro e alla mia destra c’è un salone con 6 postazioni numerate e 6 dipendenti.

La prima impiegata che incrocia il mio sguardo mi invita alla sua scrivania.
Mi siedo.

Lei: Bitteschön!
Io: Dal primo Agosto lavoro come dipendente presso xxx e vorrei registrarmi all’AOK.
Lei: Come si chiama?
Io: Blochin Cuius. B L O C H I N C U I U S.
Lei: Nato?
Io: xx.xx.1975
Lei: Attenda un attimo (si alza e va verso un altro terminale. Digita i miei dati. Stampa un foglio. Torna. Mi da il foglio). Questo è il suo numero di assicurazione e questa è la scheda provvisoria (stampata sul foglio e coi bordi ritagliati, così la posso staccare facilmente). Ha una foto? Serve per la scheda.
Io: (controllo nel portafoglio…) Ecco qui: versione 2004, va bene?
Lei: (guarda e sorride…) Perfekt! Metta una firma qui!
Io: (firmo e giro il foglio) Bitteschön!
Lei: La scheda definitiva le arriverà a casa entro 14 giorni.
Io: abbiamo finito?
Lei: Si. Grazie e arrivederci.
Io: U signuri tu renna!
Lei: wie bitte?
Io: le auguro una buona giornata!

Sono le 8:18

Quando riemigrerò verso l’Italia, vi racconterò della stessa procedura presso la ASL.

Ma se ne sapete di più, scrivete della vostra esperienza nella sezione commenti!

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7 risposte a “AOK vs ASL

  1. In poche righe hai esemplificato l’abbisso che c’è in Sicilia. Se uno straniero viene all’asl, ci vogliono mesi per fare quello che tu hai fatto in pochi minuti!

  2. Hai reso perfettamente l’idea! Non credo che ci sarà bisogno della controprova in Sicilia, lo sappiamo tutti come andrà a finire…
    Speriamo che le cose migliorino…!

  3. Caro Blochin, miracoli di questa terra tedesca! Mi trovo anche io in Germania per motivi di studio (ci torno tutti gli anni). Quando ero studentessa Ersasmus ho fatto la tua stessa ‘trafila’ alla AOK, stesso commento: Dio ti benedica per la velocità! Pensa che ancora in Italia, dopo due sollecitazioni, non mi hanno ancora fatto recapitare a casa la dovuta (e necessaria per chi viaggia) tessera sanitaria. Sono costretta a rinnovare ogni mese il vecchio modello 111… viva l’Italia! Per quanto riguarda l’esperienza all’estero, in Germania, cerco di parlare con imparzialità (anche se il mio amore per questa terra è tale che non so se ci riuscirò). Mi limito all’aspetto universitario, visto che è l’universo dove mi muovo. Orari di ricevimento super rispettati (esattamente come in Italia!), docenti sempre presenti all’università anche durante le Semesterferien (le nostre vacanze prolungate e pagate dallo stato qui non esistono per chi lavora seriamente). Aule superaccessoriate e pulitissime, spazio per tutti e nessuna asfissia (siete mai stati in una lezione ai Benedettini a Catania? Ecco, è meglio se non soffrite di claustrofobia!). Ma quello che mi sconvolge è il sistema bibliotecario. Non so se funzioni ovunque così, ma ad Heidelberg la biblioteca è il paradiso dei bibliofili: sulla mia scrivania stanno al momento oltre 30 volumi (sono tutti in prestito dalla biblioteca!), il che significa non ci sono limiti inutili per gli studiosi. Provate a chiedere libri in prestito in una qualche delle nostre belle biblioteche catanesi o palermitane (conosco queste): sarete guardati con sospetto se chiedete più di due libri – – l’iperburocrazia è la trappola di chi vuole lavorare in santa pace. Per questo motivo non c’è posto migliore per studiare che la Germania! In una delle nostre biblioteche, fateci caso, quante volte non avete dovuto rimproverare il compagno di posto o quello che vi sta di fronte per la maleducazione di tenere il cellulare acceso o perchè si mette a parlucchiare con l’amico? Io non lo so, ma sono in un altro mondo? Giornate intere in una biblioteca enorme qui in Germania, tanta gente che studia e non si sente volare una mosca: UN EDEN.

  4. Ciao Blochin,
    Così ti ritrovi di nuovo in Germania?!

    Perché non pubblichi, quando costa l’AOK ad un operaio tedesco, e l’ASL ad un italiano?

    PS: la burocrazia tedesca non è più sbrigativa come una volta, te ne renderai conto!

  5. Il costo tedesco è una ritenuta diretta sullo stipendio. In Italia, il sistema sanitario viene finanziato indirettamente dalle imposte complessive e mediante il ticket, che esiste anche in Germania, ma in misura minore.
    Inoltre in Germania esiste una “Belastberkeitgrenze” che definisce il limite massimo delle spese che un cittadino può sostenere come contributo al sistema sanitario (2% del reddito annuo).
    Il conto va fatto in totale e in media pro capite.
    La Sicilia (vedi scandalo di cui parlammo l’anno scorso) ha la spesa più alta d’Europa, superiore persino alla Svizzera.
    È vero che anche la Germania si è imbastardita rispetto al passato e forse perde il confronto con la Finlandia o la Danimarca.
    Ma noi stiamo mettendo i mezzi per batterci con la Tunisia (Grecia e Spagna oramai sono lontane all’orizzonte…)

  6. “Il costo tedesco è una ritenuta diretta sullo stipendio”. Una cospicua ritenuta sullo stipendio.
    Non sono sicuro qual è il percento di trattenuta, quindi evito di scrivere qualche inesattezza, però ho controllato le mie buste paga e la trattenuta mensile si aggira tra le 200/230€.
    Non aggiungo tutte le altre spese sanitarie che come ben saprai non sono più coperti dall’’AOK.

    Sul fatto che in Italia molte cose non funzionano: e chi può darti torto.

    Quando ho letto il tuo commento, il mio primo pensiero è stato: se anche Blochin è dovuto andare via da Mirabella, vuol dire che non c’è più speranza per nessuno.

  7. Non disperare: l’Italia e la Sicilia sono ad un passo dalla gloria. Il problema è che sto passo non lo si vuole fare 😉

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