Paglia nel serbatoio

Dalla paglia al gasolio: un’azienda tedesca rivoluziona il mercato dei biocarburanti

Correva l’anno 1925 quando due scienziati tedeschi, Franz Fischer e Hans Tropsch, riuscivano a convertire il carbone prima in gas e successivamente, mediante un processo catalitico, in carburante liquido.

Questa tecnologia, che ha visto il proprio apice durante la Germania nazista, è stata accantonata in tempi di petrolio a buon mercato, ma oggi sta ritornando prepotentemente alla ribalta.

La produzione di biodiesel partendo da oli vegetali destinati all’alimentazione umana, sta causando delle catastrofi ecologiche, poichè le coltivazioni di olio di palma e colza sottraggono superficie utile alla foresta e ad altre coltivazioni.

La direzione da seguire è quella di ottenere carburanti puliti da biomasse non destinate all’alimentazione, come gli scarti vegetali (legno, paglia, etc)

La Choren Industries (partecipata Shell), ha sviluppato un processo mediante il quale la biomassa viene convertita in carbone e successivamente in gasolio (SunDiesel).
Il prodotto di scarto della sintesi è un gas combustibile, che viene utilizzato per produrre energia tramite un cogeneratore.

La fase sperimentale si è conclusa con successo e adesso l’azienda si sta preparando al grande salto.

Da un lato si sono strette alleanze strategiche con grandi aziende automobilistiche (Daimler e Volkswagen), dall’altra con agricoltori che forniranno la materia prima.
In particolare, è stata selezionata una varietà di pioppo a crescita rapida che può essere tagliata ogni 3 anni (la pianta rimane e cresce nuovamente).
Ogni ettaro produrrà biomassa per una produzione che va da 2000 a 5000 litri di gasolio all’anno.

Il resto della produzione verrà assicurata dalla paglia rimanente dalla raccolta del grano.

Nel 2012, entrerà in produzione il primo impianto in vasta scala a Schwedt, dove già esiste una raffineria di petrolio.
Le attuali leggi prevedono una miscelazione di biocarburanti alla benzina e gasolio, quindi la vendita del prodotto è assicurata.

Producendo in loco, ci sarà una sinergia con la raffineria e la regione circostante, ad alta vocazione agricola.

L’investimento previsto è di circa 800 milioni di Euro, verranno prodotti 250 milioni di litri di biocarburante e verranno creati circa 100 posti di lavoro diretti e 600 nell’indotto (servizi e agricoltura)

Peccato che in Sicilia non ci siano nè raffinerie, nè tantomeno terreni che potrebbero fornire paglia e biomassa all’impianto…

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6 risposte a “Paglia nel serbatoio

  1. Per quel che riguarda i terreni devono avere condizioni particolari o terreni che sono coltivati normalmente? Cioè non capisco la frase “peccato che in Sicilia non ci siano terreni che potrebbero fornire paglia e biomassa…”

  2. Era una velata ironia, in quanto la Sicilia, notoriamente terra del grano, ha tanta paglia.
    Anzi: qui sarebbe ancora più conveniente perchè l’impianto in Germania deve essiccare la biomassa.
    Qui il sole lavora per noi!

  3. Bisognerebbe avere la capacità di mettere su un progetto del genere, e soprattutto avere la collaborazione di chi di dovere. Certo la paglia sarebbe l’ultimo dei problemi…

  4. Essendo un grande appassionato di Storia, avvolte mi sono trovato nel leggere le gesta di grandi personaggi del passato. Rimango sbalordito dalla loro contemporaneità; la loro filosofia, le loro idee, le loro strategie e le loro scoperte, sono tuttora attuali e attuabili.
    Mi domando: erano questi grandi personaggi straordinariamente moderni, o siamo rimasti noi vergognosamente antichi?

    La scoperta di questi scienziati tedeschi, Fischer und Tropsch, avvenuta nel 1925, è ancora oggi una grande soluzione per migliorare il nostro futuro. Noi persone 2008 cosa faremo…?

  5. cosa faremo? ? e cosa potremmo fare mai? un bel niente?!la storiella della paglia è un esempio (certo, ci vuole tanto altro, non solo la paglia!), per dire che abbiamo tantissime altre cose, ma non sappiamo sfruttarle….sapete com’è….per non perdere l’abitudine.

  6. Da aggiungere che fu Hitler a produrre in grande stile e che in tempi più recenti, il Sudafrica, a causa delle sanzioni, è stato il produttore più avanzato in questo settore.
    Mi piace questo blog perchè ci sono idee interessanti che costringono a ricercare e studiare 😉

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