Riflessione della Domenica

Cari Bloggers,

oggi avrei voluto scrivere un bel post sulla politica energetica italiana, sugli annunci del ministro Scajola, che proclama un ritorno al nucleare (quello di terza generazione, entro 10 anni, mentre gli altri stanno puntando sulla quarta generazione…oggi!)

Ma sono stato anticipato da un signore che ne sa più di me e forse, anche del ministro Scajola:

“Il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l’uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra”.

” Quando è stato costruito l’ultimo reattore in America? Nel 1979, trent’anni fa! Quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dallo Stato per mantenere l’arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l’uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie”.

Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali.”

” Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell’umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l’anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso”.

“C’è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell’elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma”.

“I nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l’energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l’acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente”.

Se è così semplice, perché allora non si fa?

“Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com’è accaduto del resto per il computer vent’anni fa”.

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12 risposte a “Riflessione della Domenica

  1. sarebbe la soluzione a molti molti mali, economici, ambientali, di salute, ma….allora perchè non si fa? Le grandi opere, quelle che cambiano un pò la storia del mondo e della gente, quelle costose…..non ci appartengono. troppo impegno, troppi soldi, troppa voglia di guadagni facili…….insomma troppa fatica per chi ha il dovere e le competenze che ci permetterebbero di fare passi avanti.

  2. Così come il grid computing è il futuro dell’informatica, il P2P quello della trasmissione dati, per l’energia bisogna seguire lo stesso esempio. Tanti piccoli centri di produzione vicini al consumatore: cogenerazione, solare, eolico e qualche grande centrale per il fabbisogno di base. Ma fino a quando saremo costretti ad acquistare dal grande produttore, saremo sempre schiavi o del petrolio, o dell’uranio, ma soprattutto, dei grandi produttori.

  3. Concordo con la tua riflessione, anche se andrebbe approfondito l’aspetto della dismissione. Un impianto a quello che mi risulta ha una durata in media di 25 anni. E poi…?
    Si dovrà rifarlo, e dove si butta? Il materiale usato per la costruzione è riciclabile, oppure dobbiamo creare altri problemi?
    Ad ogni soluzione per la produzione di energia si contrappone un prezzo da pagare.
    I materiali usati per la costruzione provocano danni? Oramai non mi fido più delle nuove tecnologie, troppi fattori mi fanno pensar male, sei in grado di darmi delucidazioni Blochin?
    Ciao

    http://www.giuseppegiustolisi.com

  4. il problema non credo sia lo smaltimento degli impianti divenuti inutili………lo è qualora gli impianti trovassero attuazione. e poi,penso che, trattandosi di materiali sicuramente più sani di quelli di cui disponimo adesso, allo stesso tempo siano più facilmente eliminabili. un aspetto di certo da non trascurare quello dello smaltimento, ma intanto preoccupiamoci almeno di concepire e valutare questa possibile altenativa “energetica” …… che il vero problema iniziare a pensarci seriamente!

  5. giustolisi…ti fai il problema di dove andare a smaltire l impianto solare vecchio (che non vorrei sbagliarmi ma credo sia riciclabilissimo) e invece ti piace piu l idea del reattore nucleare che produce scorie e se succede qualcosa sono cazzi amari??

  6. giuseppe giustolisi

    Non voglio sembrare bastiancontrario e non ho contestato l’idea, anzi.
    Ho voluto solo presentare degli aspetti che spesso nella presentazione delle idee viene trascurato.
    Cosa voglio dire, si parla di nucleare e si pensa alle scorie, si parla di impianti solari e tutto è positivo.
    Mirabella Imbaccari ha 2.327 fabbricati, quindi per coprire totalmente il fabbisogno di energia necessitano quanti impianti? Fra 25 anni quanti metri quadri di impianto dovrà essere dismesso? I costi diminuiscono con l’aumento della produzione, certo, ma sono costi da affrontare ogni 25 anni.
    La frase “concordo con la tua riflessione” non viene considerata per niente, non voglio giustificarmi di qualcosa che non ho mai detto e pensato.

    http://www.giuseppegiustolisi.com

  7. Che mi avete preso per il superesperto 😉 ?

    I pannelli fotovoltaici al silicio policristallino possono essere riciclati in appositi centri (generalmente le stesse aziende produttrici)
    Da un punto di vista normativo, il problema si risolve con un codicillo di 3 righe, come si è fatto in Germania: alla fine della vita utile del prodotto, l’azienda madre si occupa dello smaltimento e riciclaggio.

    La proposta di Rubbia va nella direzione del termodinamico, ossia il calore del sole produce vapore e fa girare la turbina. Dal punto di vista tecnologico è molto semplice, ma i costi sono elevati a causa delle basse economie di scala. In Spagna, sono qualche anno avanti, ma qui stiamo recuperando (in Sicilia c’è un impianto concepito da Rubbia).

    Cogenerazione: il concetto è creare assieme energia+calore. La caldaia che utilizziamo a casa, produce solo calore. Il cogeneratore invece fa girare un motore e il calore residuo viene sfruttato per il riscaldamento dell’acqua (termosifoni e sanitaria). Il livello di efficienza è del 90%, contro il 50% della più moderna centrale che la tecnologia attuale possa produrre.
    Questo tipo di generazione elettrica si scontra con le grandi lobby, perchè se produci in loco, non dipendi dall’Enel. In Germania, il comune di Schönau (una Mirabella della Foresta Nera) produce tutta la propria energia autonomamente e la rivende addirittura alla rete nazionale. E Schönau non è conosciuta per essere una cittadina baciata dal clima mite 😉

    Un aspetto divertente: il gas metano che fa girare i cogeneratori viene prodotto localmente dalla fermentazione dei rifiuti organici, degli escrementi degli animali e umani. Ecco perchè quando uno va in bagno a Schönau, dice “vado a produrre energia rinnovabile” 😉

    Il nucleare: senza fare ideologia, ci sono dei dati che parlano da soli.
    La Finlandia, che è la nazione più moderna d’Europa e meno corrotta al mondo, ha impiegato 11 anni per costruire l’ultima centrale nucleare.
    Negli USA, l’asta per la costruzione di centrali nucleari senza incentivi statali è andata deserta.
    Solo quando Bush ha firmato il pacchetto che finanziava il nucleare come rinnovabile, qualcuno si è fatto avanti.

    Dulcis in fundo, l’uranio finirà tra 40 anni e il prezzo si è sestuplicato negli ultimi 4 anni.

    Quindi io porrei le seguenti condizioni:

    A) La ditta che produce energia nucleare non deve avere finanziamenti statali
    B) Prima di posare una pietra per la costruzione della centrale, deve avere pronto l’impianto per lo stoccaggio delle scorie e la fideiussione per la copertura delle spese per la durata delle radiazioni (secoli, millenni?).

    Se rispettano questi due banalissimi criteri, possono costruire una centrale nel mio giardino.

  8. Ma dove sta scritto che questi impianti durano 25 anni e poi devono essere ricostruiti?

  9. Se parliamo del fotovoltaico, attualmente i 25 anni si riferiscono alla piena efficienza dei moduli (quella garantita).
    E se un bene è garantito per 25 anni, nulla vieta che possa funzionare oltre…

  10. giuseppe giustolisi

    I progetti per la costruzione del fotovoltaico prodotti dall’Amministrazione Comunale sono 5.
    1) Palazzo Municipale
    2) Scuola Media
    3) Scuola Elementare
    4) Vasche di rilancio
    5) Impianto sportivo.

    Questo a dimostrazione che crediamo fortemente nell’energia rinnovabile.
    Spero, vivamente che una volta realizzati non mi si venga a parlare di silicosi e di problematiche ledati alla dismissione.
    Ripeto il confronto non va confuso come prese di posizioni.

  11. giuseppe giustolisi

    Ambientalisti si, ma non in maniera esasperata, a Napoli si preferisce bruciare per strada i rifiuti invece di conferirli in discariche controllate.
    Nessuno protesta sulle discariche abusive, ma si fa casino contro lo stato.
    Il parco Eolico danneggia il paesaggio, le infrastrutture rovinano la natura, il partito dei no ingrossa le file sulla paura per la salute dei cittadini.

  12. Somehow i missed the point. Probably lost in translation 🙂 Anyway … nice blog to visit.

    cheers, Bewilder.

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