Riduzione dei costi della politica e del costo della burocrazia regionale

Cari Elettori,

un punto cardine della nostra campagna elettorale è quello della riduzione dei costi della politica e dei costi della burocrazia regionale.

Innanzitutto bisogna informare chiaramente i cittadini di quali cifre stiamo parlando: lo stipendio del deputato regionale è equiparato a quello dei senatori; esiste un rimborso per i gruppi parlamentari pari a 6700 Euro per ogni iscritto; benefit che vanno dall’auto blu al parrucchiere gratis.

Che lo stipendio di un deputato debba essere adeguato alla sua funzione è fuor di dubbio.

Qui bisogna fare una proposta concreta e condivisa da tutte le forze politiche.

La mia opinione è che con 6000 Euro “all inclusive” si possa vivere più che dignitosamente.

Un altro punto da analizzare è quello dei cosidetti “enti inutili”: una volta insediato il nuovo parlamento, bisognerebbe pretendere un rapporto dettagliato di tutti questi enti: qual’è la loro funzione, utilità, costi.

Una volta individuati i rami secchi, procedere senza indugi a tagli e accorpamenti, con l’eliminazione di centinaia di cariche dirigenziali che sono solamente uno spreco di danaro pubblico diretto ai soliti noti e che viene sottratto alla collettività.

Per finire, una misura per diminuire il costo del personale della Regione: Istituzione del „conto ore“.

Se la settimana lavorativa è di 40 ore, le ore lavorate in più non verranno retribuite come straordinario, ma messe in questo conto, dal quale l’impiegato potrà attingere in periodo di più scarso lavoro o per fini privati.
In tal modo si avranno meno costi, più flessibilità e alla lunga uno staff più produttivo e meno incline alla malattia, poichè ha più occasioni per rigenerarsi.

Inoltre, si può verificare se sia possibile la riduzione volontaria delle ore lavorate: immaginiamo la combinazione di marito e moglie che lavorano full time, dove un partner potrebbe lavorare solo 4 ore al giorno e dedicare più tempo alla famiglia.

Tutta o gran parte della somma risparmiata dovrebbe essere messa in un fondo vincolato per investimenti, dove tutti i movimenti debbano essere tracciabili su internet.

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5 risposte a “Riduzione dei costi della politica e del costo della burocrazia regionale

  1. Con queste semplici idee si risparmierebbero milioni, ma non penso che te lo faranno fare.

    Un bacione,

    Anna!

  2. Giuseppe Giustolisi

    Concordo con questa proposta Blochin, il discorso sugli enti inutili è simile a quello fatto dall’On. Nello Musumeci ieri sera nella piazza della nostra città, peccato però si accorda soltanto adesso di queste cose, 37 dei 332 enti inutili citati sono di competenza della Provincia Regionale di Catania, ha ommesso di ricordare ai mirabellesi che l’ha guidata per 10 anni, tutto il tempo di sopprimerli invece di fare le nomine.

    E’ un grande oratore, per carità, per questo sono orgoglioso che il nostro Marco sia stato paragonato a lui da Ignazio La Russa, ma non si può essere ipocrita,vai avanti così, se dovessi dare un voto alla tua campagna elettorale sarebbe 10 con lode.

    Spero che il programma che hai diligentemente scritto su questo sito possa essere realizzato interamente da te, ma anche se non dovessi diventare deputato sappi che faro di tutto in mia competenza per farle diventare proposte di legge al parlamento regionale, chissà, si deve sempre pensare al futuro con ottimismo, no?!
    Saluti

    http://www.giuseppegiustolisi.com

  3. L’importante è che le cose vengano realizzate: se si capisce che l’arte del governare è un dono a tutta la collettività, i discorsi destra-sinistra non hanno più senso.

    E secondo me, non hanno senso da almeno 20 anni e forse ne passeranno altri 20 fino a quando certe cose saranno un patrimonio culturale condiviso.

    Per quanto riguarda Nello Musumeci: lui è un grande oratore e uno stimato politico (anche da gente di sinistra). Sicuramente avrà tirato acqua al proprio mulino, ma un fondo di verità c’è, soprattutto considerando che l’elettorato di destra è un elettorato di orgoglio, di tradizione, di battaglia.

    Prova tangibile è che centinaia di persone che ho incontrato in questi giorni e in tutta la provincia, in presenza di testimoni, hanno dichiarato che voteranno il loro candidato AN ma non il presidente.

    Democristianizzarsi da un giorno all’altro non è facile e sicuramente la parte più tradizionalista di AN passerà a La Destra. Quanti? Vedremo martedì.

    Attualmente simpatizzo per la Santanchè, che ha creato un manifesto che ispira.

    Che bello avere un chirurgo plastico in famiglia 😉

    Ultima nota leggera: il mio candidato preferito di AN:

  4. Ciao sono perfettamente d’accordo con tutto quello che hai proposto, anche se vorrei chiederti cosa ne pensi se ad essere eliminate fossero direttamente le province, con trasferimento di competenze in parte alla regione e in parte ai comuni. Personalmente credo che le province siano enti inutile, fatti solo per permettere ai politici di “piazzare” i loro uomini…

  5. Ciao Filippo,

    l’eliminazione delle province è uno dei cardini della nostra battaglia, tanto è vero che noi non ci candideremo alle prossime elzioni provinciali.

    La provincia ha solo un senso dal punto di vista amministrativo, ma da quello politico è solamente un poltronificio.

    Quindi la tua proposta corrisponde al 100% al nostro pensiero e anche li, sarebbero miliardi risparmiati e servizi migliori ai cittadini.

    Anzi, già che ci siamo:

    http://www.petitiononline.com/qter5r/petition.html

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