Della campagna elettorale

Cari Grillini,

la campagna elettorale procede spedita con un trend crescente.

Parlando con la gente, ci si confronta con aspettative, domande, richieste e spesso capitano episodi che lasciano basiti: amici che non possono votarti perchè devono fare la foto del voto con il cellulare craccato (con lo scatto silenzioso), altri che chiedono senza mezzi termini un posto di lavoro o i biglietti per il teatro o per lo stadio.

Tutto ciò fa parte del gioco, ma per chi vuol fare una politica onesta e costruttiva, queste sono delle pugnalate allo stomaco.

Quindi, a scanso di equivoci: chi vota la lista “Amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano Presidente”, lo fa proprio perchè è contro questo sistema. Chi cerca promesse e prebende varie, può rivolgersi altrove. Ma sappi che ogni politico potrà concedere durante la sua carriera circa un posto all’anno, di cui 3 precari. I richiedenti sono migliaia, quindi buona fortuna!

Ma andiamo oltre: un’altra delle domande più frequenti poste a noi grillini è: “dove sono i vostri manifesti?”

Siamo in attesa di autorizzazioni per affiggere i manifesti negli appositi spazi previsti dalla legge. Noi crediamo che un politico o rappresentante del popolo debba innanzitutto dare un buon esempio di senso civico e rispetto delle leggi.

Come si può dire di avere la Sicilia negli occhi e nel cuore e poi tapezzare il tapezzabile con la propria effigie?

Come si può parlare di rinnovamento e rettitudine se poi imbratto palazzi, mura, cassonetti?

È questo l’amore per la propria terra, il rispetto dell’ambiente e del decoro pubblico?

Meno male che l’amore è profondo e incondizionato, altrimenti…

Purtroppo c’è ancora chi premia questi comportamenti, con la complicità delle forze dell’ordine che chiudono 2 occhi e non applicano le leggi vigenti.

L’unica eccezione (parere strettamente personale): il manifesto della Santanchè. La sua immagine evocante un’abbandono post-orgasmico, dona una nota di sensualità e bellezza al grigiore delle nostre città. Un complimento sincero agli amici de “La Destra”!

Per concludere, c’è un aspetto su cui vi chiedo di ragionare: il costo di una campagna elettorale.

Limitiamo la nostra analisi solo al settore manifesti e tralasciamo volutamente cene, feste, mangiate e regalìe.

Sappiamo che una carica politica può far gola non solo per il prestigio che essa comporta, ma anche per dei benefici economici. Come sapete, lo stipendio dei deputati ARS è equiparato a quello dei senatori ed è il più alto al mondo (a parità di carica): circa 18.000 Euro al mese.

Ogni teoria economica dice che un investimento ha senso se posso ricavarne un profitto: se investo 100, devo ottenere almeno 100 + il tasso di sconto + il premio per il rischio.

Leggete questo listino prezzi per le affissioni. Avete visto bene: in una città come Catania, 35 Poster 3 x 6 costano 72.000 Euro per 14 giorni. Solo una città!

Giusto per non fare nomi ma solo cognomi, prendiamo i casi di Pogliese (PDL) e Di Guardo (PD), che sono partiti un mese fa con una campagna massiccia e onnipresente.

Quanto avranno speso?

A che pro?

Vi suona una campanella di allarme?

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7 risposte a “Della campagna elettorale

  1. Grande Cuius! Confermi ad ogni post la tua novità e freschezza.

  2. Nel caso di Pogliese, aggiungerei il fatto che, non prevedendo la dispersione di AN nel PDL, aveva messo il logo di AN.

    Il tipografo ha fatto soldi a tempesta!

  3. e se non sbaglio i soldi per le loro campagne elettorali li prendono dalle nostre tasche….ladri!!

  4. E che dire dei manifesti messi nei cassonetti per la raccolta differenziata? Che sono cose di riciclaggio?

  5. Oggi ero al volantinaggio davanti Savia, a Catania.
    Un ragazzo, scoprendo l’esistenza del voto disgiunto, voterà la lista di Sonia e mi ha stretto la mano per 30 secondi, felicissimo.
    Mi chiedo: quali forme di coercizione attuano certi politici? Come si permettono di privare i cittadini da quest’ultima libertà rimastagli?

  6. Già hanno messo in giro i cellulari craccati per non fare il click. Voto controllato nei minimi dettagli! I presidenti di seggio dovrebbero impedire di entrare con la borsetta e se possibile, chiedere di posare il cellulare fuori.

    Ma è possibile che nel 2008 dobbiamo ancora parlare di ste cose? E che siamo in Kazakistan?

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