Caro libri, addio!

Uno dei punti fondamentali che qualsiasi politico di ogni ordine, grado e colore deve affrontare, è quello dell’istruzione.

Oramai l’economia corre e una fetta sempre più grande di essa si basa sul sapere, sul know-how, e l’economia globalizzata spinge le attività manuali e produttive verso quei Paesi che offrono una manodopera a basso costo.

La competizione si basa e si vince sul sapere, che è la base dell’economia dei servizi e delle produzioni ad alto valore aggiunto.

Il compito delle istituzioni è quello di garantire una buona istruzione a tutta la popolazione ma tutti sappiamo che, soprattutto nel meridione, esiste ancora una divisione sociale ed economica in questo settore, tra chi può e chi non può permettersi l’istruzione.

In teoria, in Italia l’istruzione primaria è obbligatoria; purtroppo è anche obbligatorio l’oneroso acquisto dei libri e del materiale didattico.

Ogni anno la Regione stanzia dei fondi ai comuni per aiutare economicamente le famiglie, soprattutto quelle più bisognose, tramite buoni libro e rimborsi vari.

La mia proposta è quella di copiare il sistema adottato nei Paesi civili ed evoluti: la scuola o il comune acquista in blocco i libri e il materiale didattico e lo presta agli studenti, che a fine anno lo restituiranno e il ciclo continuerà con le generazioni successive.

Si andrebbe ad eliminiare la speculazione sui libri, il salasso alle famiglie, verrebbe evitato lo spreco di grosse quantità di carta e relativo inquinamento.

Chiunque abbia mai varcato i confini italici sa che questo è un procedere scontato, nulla di innovativo, introdotto oltre 80 anni fa. Ma l’Italia è sempre in leggera controtendenza…

Centralizzando l’acquisto a livello regionale, si otterrebbero delle importanti economie di scala consentendo un ulteriore risparmio alla collettività.

Questa operazione, nel medio termine avrebbe un costo irrilevante per le casse regionali, ma ammettendo per assurdo che la somma disponibile sia zero, si potrebbe prevedere un canone di affitto per gli studenti, che porterebbe comunque un risparmio dell’80% per le famiglie.

Un appello che rivolgo alle famiglie con figli in età scolare: il Governo uscente ha stabilito con Decreto n. 44 del 22.5.2007 che il prezzo massimo dei libri deve essere di € 370 all’anno.

Il che è già un progresso rispetto al passato, ma pensate a quanto si potrebbe risparmiare con il sistema dei libri in usufrutto nel corso di tutto il periodo formativo…

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12 risposte a “Caro libri, addio!

  1. Mi sembra una proposta allettante: io ho 3 figli (8, 10, 12). Vi lascio immaginare!

  2. Io ho consumato i miei occhi per studiare sui libri fotocopiati. Ma la mafia dei libri non accetterà mai questa proposta!

  3. Hai colto nel segno, ma se sono passati 80 anni da quando lo fanno gli altri, dobbiamo aspettarne altri 20!

  4. Un consiglio, visto che sei candidato, contro chi è stato messo da parte…

    A Torino c’è la rateizzazione delle tasse universitarie…

    A Palermo no…

    Sai com’è…

    Con questa proposta potresti ottenere qualche voto in più

    Io avrei voluto lottare anche per questo.

    Ciao.

  5. Ciao Walter,

    a Catania c’è la rateizzazione in 2 tranches.

    Per Palermo non so, ma una cosa è certa: dati i mezzi disponibili, si deve fare il massimo per aiutare gli studenti.

    E se entriamo nell’argomento ERSU, gestione case dello studente, etc, possiamo scrivere un romanzo dall’esito funesto!

  6. @Blochin: A Palermo non credo, ma potresti informarti, considerato il tuo programma politico… Considera che io ho dovuto interrompere il mio cammino universitario a 5 materie dalla fine propro perché non posso permettermi di pagare la tassa nel suo intero ed ora sono indietro di due anni…

  7. Comunque, essendo il sindaco dell’urban blog di Palermo su Blogolandia (palermo.blogolandia.it) ti posso dare la possibilità di scrivere un post per il sito, così come vorrei fare con altri candidati che parteciperanno alle elezioni. Un post particolare, ben definito che sia politico e d’altro allo stesso tempo. Puoi realizzare anche un video-post. Inviami il tutto alla mia e-mail.

    Ciao ed in bocca al lupo.

  8. Grazie Walter, sono a disposizione! In passato, sul mio blog paesano http://www.forum-mirabella.com , il mio caporedattore ha creato un set di 10 domande abbastanza pungenti per tutti i candidati.

    Dato che adesso sono io a dover dare conto all’elettorato, mi sottoporrei volentieri a questa forma di scrutinio/intervista. A domani!

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  9. Ho vissuto per anni tra la Svezia e l’Inghilterra: queste cose qui le fanno da sempre. Non vedo alcuna innovazione!

  10. bè giovanni non pensi che facendolo anche qui in sicilia almeno si potrebbe aprlare di innovazione nella nostra terra? che facciamo allora?? dato che altrove esiste da tempo noi non lo facciamo??

  11. Forse Giovanni voleva dire che la mia proposta non sarebbe innovativa nei Paesi più sviluppati.

    Purtroppo abbiamo qualche decennio di evoluzione da recuperare!

  12. Ottima proposta ma peccato che chi comanda non la prenda in considerazione!

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