Molte carceri e caserme sono situate nei centri cittadini in posizioni assolutamente strategiche.
La Regione, lavorando in concerto con i ministeri competenti e l’Ersu, dovrà attivarsi, ove possibile e conveniente, per la conversione delle carceri e/o delle caserme militari in residenze per gli studenti e costruirne di nuove lontano dai centri urbani, possibilmente su terreni confiscati alla mafia.
Queste ultime, essendo situate al di fuori dei centri abitati e non avendo vincoli di spazio, potrebbero essere costruite in maniera tale da prevedere degli opifici, laboratori, allevamenti e coltivazioni biologiche, dove il carcerato possa lavorare, sia per rieducarsi, sia per contribuire a pagare il proprio debito verso la società.
Il lavoro produttivo all’interno delle carceri è una realtà consolidata nei Paesi nordici (dove per i detenuti di bassa pericolosità esistono delle veri e proprie carceri-fattorie) e in alcuni casi sono nate delle vere e proprie imprese, come Haeftling (detenuto), che produce moda ispirata a temi carcerari.
Cuffaro: prenda nota
E siccome anche Gianfranco Fini reputa necessario che il detenuto debba lavorare per pagare il proprio debito verso la società, presumo che il consenso sia bipartisan.
La conversione delle carceri e/o caserme in residenze per studenti produrrebbe molteplici vantaggi:
· un maggiore numero di residenze per gli studenti comporterebbe una spesa inferiore per centinaia di famiglie
· la minore richiesta di appartamenti da parte di studenti fungerebbe da calmiere per il mercato privato, contribuendo ad un sostanziale risparmio anche per gli studenti che non beneficiano della residenza
· L’Ersu avrebbe minori spese per contributi e borse di studio (attualmente 9 milioni di Euro solo a Catania)
A tale proposta si opporrebbero solamente quelle parti politiche che coltivano clientele nelle case degli studenti, che mediante l’abusivismo, favoriscono i propri clienti e coltivano l’elettorato.
E indovinate a quali partiti fanno capo i caporali delle case dello studente?

6 risposte finora ↓
R.G // Marzo 27, 2008 a 6:53 pm |
Ciao Blochin,
Complimenti per le tue ottime proposte. Il fatto che le passate legislature non le abbiano prese con le dovute considerazioni, ci giustifica a mandarli a quel paese.
C’è, però, una cosa che gli italiani hanno messo al primo posto, ed è il problema della sicurezza.
Chi ha subito un crimine o un’ingiustizia, ha troppa rabbia per soffermarsi in proposte che non siano quelli della sicurezza.
Vorrei sapere che ne pensate degli extra comunitari che, in Italia, si sentono liberi di commettere tutti i crimini possibili immaginabili, o delle baraccopoli che, brutto a dirsi ma ormai un dato di fatto, veri e propri vivai di criminali. Su questi punti ci sono milioni di core su cui discutere. Non accetto moralismi. l’Italia si trova in questa situazione perché siamo un branco di buonisti e moralisti.
Che ne pensano i grilli della dignità cristiana? Vederla calpestare, dispiace o lasca indifferente?
Noi elettori abbiamo bisogno di essere rappresentati. Voi come volete rappresentarci?
Blochin // Marzo 27, 2008 a 7:33 pm |
Caro R.G,
in Italia esiste la certezza dell’incertezza della pena: il governo Berlusconi ha creato tutta una serie di leggi e leggine che rendono impossibile andare in galera ai furbi e il governo Prodi ha completato l’opera con l’indulto.
La criminalità va prevenuta ma anche repressa. E se non vai in galera e ci resti, il vizio non te lo togli!
Mettiti nei panni di un criminale: se dopo una rapina, fai 2 giorni e sei fuori, sei incentivato a continuare. Se invece ti fai qualche anno al fresco, il vizio ti passa e ci pensi 2 volte.
Il problema delle carceri affollate non va risolto liberando i delinquenti, ma creando spazi per ospitarli e permettere una detenzione dignitosa, dove possano ricostruire una propria vita, imparare un mestiere e produrre qualcosa per se stessi e la società.
Per quanto riguarda l’immigrazione, io sono per le porte aperte a chi si vuole integrare e contribuire alla vita civile di un paese.
Ricordiamoci che l’Italia ha 100 milioni di emigrati sparsi nel mondo.
Io stesso sono pronipote, nipote, figlio ed emigrato a mia volta.
Ma bisogna essere chiari: chi viene qui, deve rispettare le regole, altrimenti a casa!
R.G // Marzo 27, 2008 a 9:24 pm |
Noi italiani all’estero rispettiamo le leggi del paese in cui ci troviamo “ se non tutti, la maggior parte”
In Germania se non sei in regola al 100%, ti cacciano. Non basta il permesso di soggiorno, ma devi avere un lavoro regolare, e devi abitare in una casa adeguata. Devi ottenere tutto questo in poco tempo, altrimenti ti rintracciano e ti sbattono fuori del loro territorio. In più… bé tu sai come funzionano le cose qui, e sai che così le cose funzionano.
Blochin // Marzo 28, 2008 a 8:56 am |
Ci sarà una ragione se anche Spagna e Grecia ci hanno superato alla grande…
R.G // Marzo 28, 2008 a 4:38 pm |
Nel tuo blog, non si ha la possibilità di rimuovere il commento inviato?
Blochin // Marzo 28, 2008 a 11:10 pm |
Forse solo se sei un utente registrato…
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